Richiesta di giudizio, l’ex sindaco Vigorelli si difende

Sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei suoi confronti dalla Procura di Cassino, con le accuse di abuso d’ufficio e minaccia, interviene l’ex sindaco di Ponza, Piero Vigorelli. L’ex primo cittadino, come ha già fatto con una memoria difensiva consegnata agli inquirenti, parla del terreno recintato in località Tre Venti al centro delle accuse nei suoi confronti.

“Nelle memoria difensiva già consegnata – evidenzia Vigorelli – si fanno notare alcune circostanze inoppugnabili. Il Comune non aveva alcun bisogno di occupare l’area del querelante. La mattina del 23 giugno il dirigente comunale per gli affari generali, ambiente e servizi sociali, notava che l’area era stata recintata in modo rudimentale, con paletti di ferro e con un filo di ferro teso ad altezza d’uomo. Alcuni paletti – prosegue – erano stati piantati addirittura nell’asfalto della strada provinciale. L’area recintata e relativa strada porta al poliambulatorio di Ponza, dove ci si reca spesso per emergenze sanitarie per le quali la fretta fa aggio sulla prudenza. Quel filo di ferro costituiva quindi un pericolo gravissimo, perché invisibile sia di giorno che, a maggior ragione, di notte. Il dirigente comunale nella stessa mattinata ha contattato il querelante, invitandolo a rimuovere la pericolosa recinzione, fra l’altro posta senza alcuna autorizzazione comunale, ma la risposta fu negativa”.


Ancora: “Nel pomeriggio del 23 giugno, nuovo sollecito al querelante da parte del dirigente comunale. Risposta ancora negativa e piuttosto arrogante. Sono quindi intervenuto nella telefonata e sicuramente mi è scappata qualche parola di troppo. Nel pomeriggio due vigili si sono recati sul posto e hanno confermato che la recinzione era assolutamente pericolosa. Notavano tuttavia che sul filo di ferro era stato apposto un nastro bianco-rosso che la mattina, invece, non c’era. Quindi il querelante ha dichiarato il falso ai carabinieri di Bari, sostenendo che la recinzione era ben visibile perché era stato apposto un nastro. La polizia locale ha rimosso solo parte della recinzione, quella piantata sull’asfalto stradale e quella che realizzava un pericolo per la salute pubblica. Tutta la documentazione fotografica (del mattino e del pomeriggio), nonché il rapporto della polizia locale, sono allegati alla memoria difensiva”.