L’ex portiere della Lazio Orsi alla Feltrinelli. Con un pensiero per i ragazzi del centro di accoglienza

L’ex portiere della Lazio Orsi alla Feltrinelli. Con un pensiero per i ragazzi del centro di accoglienza

Calcisticamente Nando Orsi cresce nel settore giovanile della Roma per fare poi il suo esordio nei professionisti nel 1979 nell’allora serie C2 difendendo la porta del Siena (in quella rosa anche il bomber nerazzurro Gianfranco Mannarelli e l’attuale allenatore della Roma Primavera, Alberto De Rossi). Dal 1980 al 1982 si fa apprezzare tra i pali del Parma (tra i suoi compagni di squadra l’ex centravanti nerazzurro, di Inter e Latina, Riccardo Bulgarani). Orsi ha condiviso spesso lo spogliatoio con giocatori che poi hanno vestito la casacca del Latina, come il centravanti Ugolotti suo compagno anche ai tempi della Nazionale giovanile. La sua svolta in carriera avviene nella stagione 1982-83 quando viene acquistato dalla Lazio per sostituire in serie B una gloria come Felice Pulici che annunciò il suo ritiro dalle scene. Orsi divenne titolare nella squadra biancoceleste (vincendo la concorrenza dell’esperto Massimo Cacciatori e del giovane Maurizio Moscatelli), guidata prima da Roberto Clagluna fino alla 33^ giornata (fatale fu il 3-3 casalingo contro la Reggiana di Andrea Carnevale e sotto gli occhi in tribuna di Giovanni Agnelli) poi da Giancarlo Morrone (in tandem tecnico con Roberto Lovati) , conquistò la promozione in serie A piazzandosi al secondo posto dietro il Milan di Ilario Castagner. Era il Milan di Tassotti, Baresi, Pasinato, Canuti, Battistini, Jordan, Aldo Serena e Oscar Damiani. La Lazio era una squadra costata poco ma ricca di assoluti talenti da Bruno Giordano (capocannoniere del campionato con 18 gol) a Lionello Manfredonia, dall’ex golden boy Vincenzo D’Amico all’ex rossonero Stefano Chiodi. E, soprattutto, ricca di giocatori romani: oltre ai già citati campioni, c’erano anche i capitolini Pochesci, Saltarelli, Montesi, Perrone e Miele. I biancocelesti, autori di un girone di ritorno ad alti livelli, fecero un passo significativo sconfiggendo il Catania di Gianni Di Marzio (terza classificata) nello scontro diretto alla penultima giornata e si assicurarono la promozione definitiva pareggiando in trasferta contro la Cavese di Pietro Santin, rivelazione del campionato visto che fu l’unica squadra a passare a San Siro. L’anno successivo in serie A il numero uno Orsi fece il suo esordio nella massima serie con la maglia biancoceleste il 6 novembre del 1983 nella gara casalinga vinta 2-1 contro l’Avellino del peruviano Geronimo Barbadillo con doppietta di Mauro Meluso (in quella stagione la Juventus di Platini, Boniek e Paolo Rossi si laureò campione d’Italia in un campionato spettacolare con gli arrivi di grandi campioni come il brasiliano Zico). Era la Lazio del presidente Giorgio Chinaglia che si fregiò dell’arrivo del talento danese Michael Laudrup, ideale spalla d’attacco di Bruno Giordano, mentre dal Brasile arrivò il centrocampista Batista prelevato dal Palmeiras (38 presenze in nazionale carioca). In maglia biancoceleste Orsi giocò fino al 1985 collezionando 82 presenze, poi dopo una felice parentesi all’Arezzo (4 stagioni e 125 presenze), tornò nel 1989 nella Lazio di Giuseppe Materazzi in tandem con Valerio Fiori per chiudere nella capitale la sua carriera in serie A fino al 1998 (altri 43 gettoni di presenza) sotto la guida tecnica di Dino Zoff, Zednek Zeman e Sven-Goran Eriksson, come riserva dell’ex nazionale Luca Marchegiani. Dal 1999 al 2001 ha ricoperto il ruolo di preparatore dei portieri della prima squadra contribuendo così allo scudetto biancoceleste, per poi diventare dal 2002 il vice allenatore di Roberto Mancini anche nella sua esperienza vittoriosa sulla panchina dell’Inter.

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