“Ecco lo stupratore”. Ma non è vero: gogna social per un disagiato psichico

Fake news ed allarmismo travolgono uno straniero con problemi mentali. Che a breve potrebbe essere allontanato

“Ecco lo stupratore”. Ma non è vero: gogna social per un disagiato psichico

A breve Rida, o “Omar” che dir si voglia, potrebbe quindi essere allontanato da Fondi. Se non proprio dal suolo nazionale, avviato al rimpatrio nella sua Algeria. Una patria che ha rappresentato il crocevia della follia: sperava di essersi creato un futuro lì, a quanto pare è rimasto beffato per mano dei suoi stessi familiari. Impazzendo.

«Era una persona normale. È un tecnico che si occupava di condizionatori, li costruiva», raccontano dai vertici del centro islamico, dov’è Rida è indicato come un volto noto non tanto per questioni di fede, piuttosto per stringente indigenza. «Ha lavorato per 13 anni in piena regola in ditta in alta Italia. Tutto il denaro che guadagnava lo mandava ai due fratelli in Algeria. Voleva farsi una posizione. Gli avevano detto di aver comparto appartamenti e camion». Che, dopo anni, quando è tornato nel suo Paese natio per vedere il frutto di tanti sforzi, in effetti c’erano. «Ma intestati ai fratelli. Non gli hanno voluto dare niente e l’hanno allontanato». Uno choc dal quale l’uomo non si sarebbe più ripreso. È da lì che, dice chi lo conosce bene, è iniziata la sua parabola discendente all’insegna degli squilibri psichici. Tenuti sotto controllo solo per un breve periodo.

«Gli somministravo le pillole prescritte dal Centro di igiene mentale proprio io», dice l’imam della Piana. Lo ha seguito a lungo da vicino, fino a quando non lo ha progressivamente perso di vista per gli impegni della sua numerosa comunità, che raccoglie centinaia di islamici provenienti tutto il comprensorio. Rida è rimasto man mano sempre più solo, senza un tetto che non sia un rifugio di fortuna e senza cure per la sua patologia. Pur avendo a Fondi anche due parenti, oltre che diversi amici e conoscenti originari della sua stessa cittadina. Nessuno, è evidente, riesce a seguirlo adeguatamente.

Capelli lunghi e barba incolta, quantomeno nei frequenti periodi fuori di sé, sopravvive grazie alle offerte di qualche membro della comunità islamica e di attività commerciali che ormai conoscono il suo stato, dalla pizzeria al supermercato. Qualche euro, generi di prima necessità come pane, pasta e latte. «Non ha niente. Ed è una persona che non sta bene. Deve tornare ad essere curata e aiutata», l’appello dell’imam, fatto presente anche a chi di dovere. Nel mentre, fino all’esito delle ultime valutazioni della polizia sull’opportunità di allontanarlo da Fondi, Rida-Omar continua un’esistenza randagia fatta di disagio mentale e incomunicabilità. Perso in chissà quale labirinto, dalla normalità passa a movenze agitate, sfuriate, comportamenti anomali. Un caso umano, e allo stesso tempo di sicurezza e ordine pubblico. Senza bisogno di fake news.

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