“Ecco lo stupratore”. Ma non è vero: gogna social per un disagiato psichico

Fake news ed allarmismo travolgono uno straniero con problemi mentali. Che a breve potrebbe essere allontanato

“Ecco lo stupratore”. Ma non è vero: gogna social per un disagiato psichico

In quel di Fondi la gogna è toccata a un cittadino algerino residente da tempo in zona. Ridha, conosciuto come “Omar”, un senza fissa dimora pluripregiudicato in passato in cura al Cim di Terracina. Un extracomunitario in possesso di regolare permesso di soggiorno a tempo indeterminato, in Italia da circa vent’anni. E non un richiedente asilo, come invece dato per assodato – e qui il primo abbaglio – da un po’ da tutti coloro che hanno seguito ad occhi chiusi le pagine Facebook pronte a lanciare e cavalcare la (non) notizia di un tentato stupro nella Piana ad opera dello straniero. Una delle quali nel frattempo sparita, con tutta probabilità dopo la moltitudine di segnalazioni ricevute per questioni di presunta istigazione all’odio razziale. Molte di meno, ad ogni modo, delle persone inviperite e intimorite per l’episodio smentito dalle divise locali.

Il Commissariato di Fondi

A rappresentare il classico sasso nello stagno proprio alcuni post di queste pagine social, autodefinitesi di  «informazione». Sabato 9 il primo allarme, che parlava di un tentato stupro avvenuto nei pressi della sede fondana del Monte dei Paschi di Siena. Nei giorni successivi appelli pubblici per cercare testimonianze, e malcelate accuse contro stampa e forze dell’ordine, paventando una sorta di complotto oscurantista atto a non infuocare troppo l’animo dei cittadini in concomitanza con alcune manifestazioni di destra e ultradestra. Mercoledì 13, ecco riferire di polizia e carabinieri presso il centro islamico di via Volta «per arrestare un tizio che si presume sia l’aggressore del tentato stupro di sabato sera», definito come «l’ennesima aggressione da parte di un extracomunitario nei confronti di una donna italiana». Giovedì un altro post. Non diversamente da altri, tutto un programma già dall’incipit: «FINALMENTE IDENTIFICATO!!!… ECCOLO QUA!!!… Finalmente lo stupratore ha un volto (sic)». Una «feccia umana» resa ben riconoscibile da svariati frame allegati, provenienti da una telecamera di un’attività affacciata su una strada del centro. Il finimondo.

Di condivisione in condivisione, un vasto campionario di stati, umori, intenzioni. Sfociati in maniera repentina in altro. Rabbia e voglia di farsi giustizia da soli. Chi a consigliare di investire l’algerino con l’auto, chi a chiederne la gambizzazione, chi a proporre la soluzione di bruciarlo e gettarlo in una discarica. Immancabili i classici, come l’invito all’utilizzo di camere a gas.

Mille modi di far male ad un uomo che – e lo dicono le stesse forze dell’ordine – non ha commesso o tentato di commettere alcuno stupro. Tutto al momento rimasto solo sul web, certo. Ma creando attorno a una persona identificabile in un batter d’occhio un clima da linciaggio: se dal virtuale si sfociasse al reale, non ci sarebbe da sorprendersi. Sarebbe piuttosto semplice pure trovarlo, lo straniero: non è mancato chi ne ha puntualmente ricostruito passaggi giornalieri e indicato la “dimora”, una vecchia baracca nei pressi del litorale fondano.

A PAGINA 3 – DUE EPISODI, NESSUN REATO CONTESTATO

A PAGINA 4 – INNOCENTE. MA UNA MINA VAGANTE

A PAGINA 5 – DAL SOGNO ALLA FOLLIA. L’IMAM: “DEVE ESSERE CURATO”

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