Malavita, affari e politica: il caso pontino torna in Parlamento

Malavita, affari e politica: il caso pontino torna in Parlamento

Mafie, criminalità comune, affari e politica. Quel sistema opaco che da tempo pesa e avvelena piccoli e grandi centri della provincia di Latina torna all’attenzione del Parlamento con un’interrogazione presentata dal deputato pentastellato Raffaele Trano, di Gaeta.

L’onorevole, evidenziando che il tema è da tempo oggetto di dibattito nelle stesse aule parlamentari e che gli intrecci tra mala e politica sono stati di recente confermati anche dall’inchiesta Arpalo, in cui è coinvolto l’ex deputato Pasquale Maietta, di Fratelli d’Italia, chiede un intervento del presidente del Consiglio dei Ministri e dei ministri dell’interno, della giustizia e dell’economia e finanze.

Più nello specifico, Trano chiede quali elementi ha a disposizione il Governo sul caso pontino e cosa intenda fare per “prevenire e contrastare” il fenomeno, “anche attraverso un potenziamento della Direzione investigativa antimafia”, prestando particolare attenzione ai Comuni di Sperlonga, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Minturno e Castelforte, “anche alla luce della contiguità che sembra emergere tra criminalità e ambienti politico-istituzionali”. Il deputato chiede infine al ministro dell’economia di “attivare con urgenza la Guardia di finanza per effettuare, per quanto di competenza, le necessarie verifiche ed i dovuti controlli”.

“Va tenuto conto – evidenzia Trano nell’interrogazione – della delicata fase che vive ormai da decenni la parte meridionale della provincia di Latina, divenuta progressivamente terra di investimento dei clan camorristici, e dei numerosi casi di intimidazione con l’uso di armi da fuoco trattati in maniera «frazionata» e rimasti irrisolti nei Comuni laziali al confine con il fiume Garigliano. Andrebbe dedicata molta attenzione alle denunce di associazione a delinquere sul «sistema Sperlonga», che dal 2013 continuano a pervenire alla Procura di Latina”. Ancora: “La situazione del Comune di Sperlonga vede fronti giudiziari aperti per le vicende dei sequestri della Marina di Bazzano, degli alberghi Ganimede e Grotta di Tiberio nell’ambito del piano integrato di Sperlonga, dove a fare da collante compare più volte il sindaco Armando Cusani, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti nell’ambito del procedimento penale «Tiberio». Per quanto a conoscenza degli interroganti, nel giro di soli sei anni, sono stati erogati dalla Banca Popolare di Fondi (Bpf) mutui bancari per circa 8.000.000 di euro a favore di alberghi di Sperlonga che sono attualmente sotto sequestro; a giudizio dell’interrogante tale situazione fa nascere dubbi circa la modalità della restituzione delle onerose rate”. E sempre sulla banca: “Il bilancio 2017 pubblicato della Banca Popolare di Fondi riporta attività deteriorate al netto delle rettifiche per 83.578.000 e un indice «Texas ratios» abbondantemente superiore ai 100 punti, in crescita rispetto al 2016”.

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