Estate rovente negli uffici postali della provincia di Latina: sindacato all’attacco

Estate rovente negli uffici postali della provincia di Latina: sindacato all’attacco

“Sarà un estate calda, in tutti i sensi, quella degli uffici postali della provincia di Latina”. A parlare è il segretario generale della Slc Cgil Frosinone-Latina, Bruno Carlo. 

“Da una parte un azienda, che nella nottata del 12 giugno scrive con le Organizzazioni Sindacali una delle pagine più significative, di questi ultimi anni, nella storia delle Relazioni Industriali di Poste Italiane, inserendo in un accordo di esodo volontario del personale che durerà fino al 2020, contestualmente ad un accordo sulle politiche attive del lavoro che prevede, tra nuove assunzioni e trasformazioni da part time a full time nei tre anni, di almeno 6000 FTE. In termini pratici 43 conversioni, 30 agli sportelli e 13 al recapito nella regione, con passaggio da lavoro a tempo parziale ad orario pieno, e l’ingresso in regione dal resto dell’Italia di 24.5 full time equivalent, con un numero degli stessi che andranno a dare un minimo di copertura ad una situazione disastrosa in termini di copertura degli uffici postali della Provincia di Latina già entro il 2018.

Il rovescio della medaglia, la gestione delle relazioni industriali sul territorio praticamente inesistenti, con la nostra organizzazione sindacale costretta ancora una volta a tornare su un argomento già oggetto di numerosi interventi: i continui distacchi degli operatori MP negli uffici postali della provincia di Latina e la mancata esigibilità di more contrattuali che non vedono lessico univoco in questa Provincia con l’attuale Dirigenza che non ritiene di tener conto che i dipendenti possano avere una famiglia, programmando turni estenuanti con il personale che in molti casi lavora dalle 08.00 alle 19.40 con una pausa di pochi minuti al centro delle giornata, nelle date che prevedono flussi eccezionali di clientela.

Sono rimaste infatti senza esito le numerose richieste di confronto avanzate alle strutture competenti provinciali e regionali di Poste Italiane, mentre di tutta risposta vengono mantenuti atteggiamenti vessatori nei confronti dei lavoratori”, continua Carlo.

“Con stupore e rammarico, infatti, abbiamo visionato alcune comunicazioni che l’attuale dirigenza della Filiale di Latina ha diffuso al personale di Mercato Privati, nelle note inviate si leggono alcune prese di posizione e si definiscono principi di comportamento da adottare verso il personale di MP, che non trovano riscontro alcuno nel contratto di lavoro.

Nel merito poi si afferma che il personale in servizio presso un ufficio, può essere distaccato indiscriminativamente, senza un criterio oggettivo prestabilito e condiviso con le Parti Sociali, in un qualsiasi altro ufficio, attuando così la Società una costante mobilità del personale a livello provinciale, di fatto la perdita del posto inteso come ambito lavorativo. Tutto ciò è in violazione dell’art. 40 del contratto (v. dichiarazioni a verbale capo I, punto b), che prevede quale luogo di lavoro “l’ambito territoriale di un Comune”.

Per di più, si minacciano sanzioni disciplinari nei riguardi di coloro che non accettino passivamente i distacchi, sull’assunto che ‘Non sono soggetti ad approvazione da parte del DUP’, restando così solo discrezionali di chi li dispone, richiedendo ai direttori stessi di ricercare il personale da porre a disposizione degli uffici da coprire quotidianamente.

Tale materia non è assolutamente regolamentata dal Contratto Collettivo, per cui si rende necessario aprire un tavolo di confronto a livello territoriale, al fine di definire criteri obiettivi dell’istituto del distacco, cui ormai quotidianamente ricorre Soc. Poste, per sopperire alle dedotte esigenze degli Uffici, ma a discapito delle esigenze personali e familiari dei lavoratori.

Il richiamato contratto, poi, definisce i rimborsi spettanti in caso di trasferta (art. 40) e i regimi di orario e sistemi di flessibilità (art. 30), ma non tiene in alcuna considerazione che ai lavoratori viene imposto anche il diverso orario degli uffici in cui vengono inviati, ciò sempre a discapito delle esigenze dei lavoratori già programmante ma ininfluenti per questa dirigenza.

Rimborsi di somme anticipate dal personale, e a quanto ci risulta, non sono così tempestivamente corrisposte, con i lavoratori in attesa anche mesi per vedersi il recupero delle stesse necessarie ad per adempiere alle perentorie richieste di distacco per esigenze di servizio, causa anche le scelte organizzative aziendali, che hanno centralizzato le procedure, rendendole però più farraginose in danno dei lavoratori.

Laddove non arriva la norma, dovrebbe arrivare il buon senso! E il buon senso vorrebbe che nella pratica non si comunichi i distacchi oggi per domani, quando non il giorno stesso a sportelli aperti, praticandosi di fatto una pronta reperibilità sul territorio, senza alcun corrispettivo, e in questo caso eludendo quanto previsto dal contratto in termini di reperibilità.

Nel rispetto quindi di quanto previsto nel citato contratto, abbiamo richiesto l’ennesimo tavolo di confronto alla dirigenza territoriale, al mancato confronto, la scrivente organizzazione andrà ad adottare tutte le forme più opportune di lotta sindacale e giudiziale sulle condizioni attuali di lavoro, e gestione delle more contrattuali.

Le battaglie sindacali si possono vincere o perdere, come ci ha insegnato la storia del movimento operaio, ma guai ad evitare di affrontarle per pigrizia o, peggio ancora, con conformismo. Solo così potremmo sconfiggere il rischio di lasciare i lavoratori alla solitudine ed alla subalternità del più forte. La chiamano ‘disintermediazione’ ma è una storia vecchia come il mondo: ‘divide et impera’, questo a quanto assistiamo su questo territorio, noi siamo con i lavoratori e li vogliamo uniti”.

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