Elezioni a Formia: nessun accordo in vista del ballottaggio

L’unico degli esclusi ad aver dato indicazione di voto Marciano del Pd. Gli altri per la “libertà di coscienza”

Elezioni a Formia: nessun accordo in vista del ballottaggio

Strategia? Necessità? Voglia di cambiamento? Quale la verità, forse ce lo diranno nei prossimi giorni i candidati a sindaco di Formia che si apprestano a sfidarsi al ballottaggio del 24 giugno, ma quel che appare ormai quasi cosa certa è che nessuno dei due – né Paola Villa, né Pasquale Cardillo Cupo – sigleranno accordi di apparentamento.

I fatti parlano chiaro, sia Antonio Romano dei Cinque Stelle che Mario Taglialatela per la propria lista civica si dicono indifferenti a chi trionfi al ballottaggio, con contenuti tutto sommato simili tra loro, ovvero il timore che nessuno dei due esponenti in campo rappresenti una vera novità amministrativa per Formia. Claudio Marciano per il Pd, invece, ha spiegato in una nota come Paola Villa, dal proprio punto di vista, sarebbe “il male minore”, con un sostegno indiretto che, più che rappresentare un vero appoggio, sembra quasi una formalità nel rendersi alternativo al centrodestra. Infine c’è Gianfranco Conte che sabato pomeriggio incontrerà pubblicamente i cittadini per dirgli cosa farà lui in vista del secondo turno. Ancora non si sa quale sarà la risposta politica dell’ex parlamentare di Forza Italia, al primo turno in corsa con una civica, ma molti scommettono che anche la sua posizione potrebbe essere simile a quella di Romano e Taglialatela.

L’impressione, in mancanza di vere notizie dalle sedi elettorali, è che si tratti di un grande equivoco, che da una parte c’è qualcuno che avrebbe voluto accordi ufficiali, ma che effettivamente questo non conviene ai due pretendenti alla fascia tricolore. Entrambi, a caldo, durante la notte tra il 10 e l’11 giugno, a spoglio in corso, avevano dichiarato di non cercare alleanze ulteriori e di rivolgersi direttamente ai cittadini formiani e non alle forze politiche escluse dalla competizione. E questo ha un senso, perché se si considera che i due sono forti di aver frantumato la polarizzazione esterna alle proprie coalizioni, constatando il calo fisiologico dell’affluenza del secondo turno, saranno gli elettori a fare la differenza, non le prese di posizioni dei propri leader.

In più ci sono le “chiacchiere”, quelle voci di piazza o sottobanco che a volte somigliano più a pretattica che non a notizie vere, ma che spesso influenzano – direttamente o indirettamente – voti e strategie politiche. Tra queste spicca l’ennesima voce di questa campagna elettorale che vedrebbe una parte minoritaria del Pd locale pronta ad andare verso Cardillo Cupo e un Conte e un Taglialatela che avrebbero voluto firmare accordi più o meno alla luce del sole, con l’esponente civica, trovando il “no” secco della candidata a sindaco. Ma queste rimangono voci, “chiacchiere”, i fatti sono altri, tra tutti che tra poco più di una settimana si vota e che la mattina del 25 giugno, Formia avrà un nuovo sindaco, o Paola Villa o Pasquale Cardillo Cupo.

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