Elezioni a Formia, si guarda al ballottaggio con un occhio al voto di domenica

I numeri del primo turno parlano di una sorta di resa dei conti elettorale il 24 giugno

Elezioni a Formia, si guarda al ballottaggio con un occhio al voto di domenica

Pronti, partenza, via. A Formia ieri è iniziata un’altra sfida, quella che porterà al voto il prossimo 24 giugno con il secondo turno di ballottaggio per individuare a chi spetterà vestire la fascia tricolore per i prossimi cinque anni.

A concorrere sono Paola Villa (liste civiche), Pasquale Cardillo Cupo (coalizione di centrodestra). Ma per guardare al 24 giugno, bisogna osservare cosa è successo nelle urne di domenica e con quali dati hanno fatto i conti partiti e candidati lunedì mattina, all’alba dei risultati.

A Formia erano 33.126 gli elettori chiamati al voto. Di questi si sono recati ai seggi in 21.464 pari 64,79%. Al termine dello spoglio sono emerse 493 schede non valide (di cui 120 bianche) e 75 contestate e non assegnate.

Il responso delle urne ha disegnato un quadro complessivo sui candidati alla carica di sindaco molto chiaro e netto: Paola Villa 8.374 voti (40,07%); Pasquale Cardillo Cupo 7.333 voti (35,09%); Claudio Marciano 1.592 voti (7,61%); Gianfranco Conte 1.524 voti (7,29%); Antonio Romano 1.239 voti (5,92%); Mario Taglialatela 834 voti (3,99%), assegnando a Villa e Cupo l’onore e l’onere di giocarsi – politicamente parlando – la fascia tricolore.

Ma non si può non osservare alcuni dati di assoluto rilievo: il primo, quello che in pochi si aspettavano, ovvero il peso del movimento civico creato da Paola Villa, che porta la propria leader a chiudere al 40% la sfida del primo turno e che “regge” con le liste, che complessivamente sfiorano il 35%. Con un impatto di Formia Città in Comune che con gli oltre 2.600 voti ottenuti e il 13% diventa secondo schieramento in città, dopo Forza Italia e prima della Lega.

Di contro, la diaspora del centrodestra mostra tutta la fragilità dell’area dei così detti moderati. Coalizione, quella ufficiale di centrodestra, che comunque fa incetta di voti, arrivando al 41%, ma dove non tutti gli elettori hanno individuato come leader proprio il noto avvocato locale. La dimostrazione è quel -6% tra il voto di lista e quello al candidato sindaco Cardillo Cupo. Certo, tutto sarebbe cambiato se il centrodestra fosse riuscito a fare sintesi con Mario Taglialatela (3,99%) e Gianfranco Conte (7,29%), ma che di contro non è detto che diano indicazione di voto ai propri elettori per il ballottaggio.

Poi c’è il centrosinistra, decisamente ridimensionato dalla portata storica locale dei progressisti. Poco ha potuto Claudio Marciano che ha visto fuoriuscire voti un po’ dappertutto, ma con ogni probabilità migrati proprio verso lo schieramento della Villa.

Ma soprattutto non si può non notare che Paola Villa e Pasquale Cardillo Cupo insieme hanno egemonizzato talmente tanto il proprio voto che insieme hanno raccolto circa il 75% dei consensi degli elettori di Formia.

“Nessun apparentamento”, “nessun sostegno”, queste le parole d’ordine dei due candidati al ballottaggio, ma è ovvio che al di là degli appelli agli elettori formiani, entrambi devono cercare voti se vogliono vincere al secondo turno. Secondo turno che ribalta – almeno emotivamente – l’approccio elettorale della vigilia del primo. Se fino a domenica il favorito era Cardillo Cupo, che alcuni davano addirittura possibile sindaco già ieri, oggi c’è chi valuta come scontato un successo della Villa il 24 giugno. La verità è che il voto è segreto, che adesso si azzerano i contatori e si apre un altro match, dove i candidati a sindaco devono convincere gli elettori due volte: prima a recarsi ai seggi, poi a barrare il proprio nome e cognome.

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