Un fantasma si aggira per Latina: Pierluigi Cervellati e il suo Prg

Un evento per parlare di urbanistica e storia. Si chiamerà “Latina disordine pianificato” e già il nome è tutto un programma. Specialmente se in questo evento, che si svolgerà il 7 di giugno alle 17.30 presso il Circolo Cittadini di Piazza del Popolo, verrà “rievocato” uno dei “fantasmi” (fortunatamente vivissimo e in ottima forma) più menzionati del nostro passato recente: l’urbanista Pierluigi Cervellati che dava il nome e il disegno al Piano Regolatore Generale voluto fortemente dallo scomparso sindaco Ajmone Finestra. Un piano che non vide mai la luce, un sogno abortito poco prima della sua nascita, per altri era quasi una disgrazia evitata. A ripresentare questo pezzo della nostra storia è il Centro Studi Città Pontine, una associazione che si propone il non originale e molto ambizioso proposito di creare una sorta di “narrazione complessiva” per le 33 città della nostra provincia alla ricerca di un’identità ancora non scoperta del tutto nel nostro territorio. Proposito, questo, per il quale non si può che augurare buona fortuna agli associati e gli organi direttivi del gruppo.

A presentare il convegno con l’urbanista che avrebbe dovuto portare Latina fuori dalle secche della storia verso la modernità questa mattina c’erano il presidente e il vice presidente dell’associazione, rispettivamente Ermanno Zaccheo (cognome il suo tutt’altro che ignoto in città) e il dottor Gianluca Caputi. Insieme a loro al tavolo dei relatori anche Matteo Coluzzi, giovane consigliere comunale asceso alla politica in appoggio al fu candidato sindaco del Pd (sconfitto al primo turno) e oggi distaccatosi da tutti, lupo solitario della politica pontina.


Ma Coluzzi di politica non vuole parlare nell’introdurre l’evento: “Ho avuto l’occasione – racconta – di avere l’architetto Cervellati come relatore della mia tesi di laurea ed è stato per me un grande onore e una vera fortuna. In questo evento non entreremo nel merito di una vicenda politica che non interessa il centro studi ma daremo una rilettura della visione di città di Cervellati e come invece è diventata la città di Latina per il futuro. Forse la città dal punto di vista urbanistico e di sviluppo è rimasta ai primi anni del 2000, motivo per il quale ci sembra importante fare una fotografia con gli occhi anche di quel tempo per aprire un dibattito virtuoso e farci un’idea di città per il domani. E dopo l’evento ci sarà una analisi partendo da quello che è stato detto in questa iniziativa”. “Sarà la prima di una serie di eventi che abbiamo in animo di preparare – promette con aria di chi non vuole rovinare del tutto la suspense il presidente del Centro Studi Zaccheo (Ermanno) – Il primo evento doveva chiaramente doveva essere sulla città capoluogo.

Il prossimo potrebbe arrivare in un’altra zona della provincia”. “Cerchiamo di individuare il contesto attuale e vediamo le direttrici di sviluppo dell’urbanistica locale che è molto importante per capire la città – spiega il dottor. Caputi, vice presidente del Centro Studi –  Lo strumento urbanistico va a incidere a lungo termine nella città stessa e quindi è importante che non solo i cittadini ma anche gli ordini professionali si facciano carico di questo dibattito e non a caso gli ordini delle professioni tecniche patrocinano questo evento”. Saranno presenti in questa conferenza anche i delegati di diversi ordini professionali di indirizzo tecnico oltre gli inviti spediti anche al sindaco di Latina Damiano Coletta e al neo presidente della Provincia Carlo Medici. Un incontro con il passato nella Latina del presente che cerca di capire qualcosa del proprio futuro. In tempi in cui ormai i piani regolatori vengono considerati strumenti obsoleti per pianificare il tessuto urbano (e le relative ricadute sociali) di una città, guardarsi indietro potrebbe più fare spavento che insegnare qualcosa. Ma val la pena di tentare, anche perché, vista la stasi edilizio/urbanistica degli ultimi anni, venuta a seguito della completa implosione di quella macchina politico-amministrativa che disegnava quei piani (spesso con risultati disastrosi), bisogna cercare forse ritrovare le proprie tracce per capire verso dove si stava andando. Sempre che non sia troppo tardi.