Elezioni a Formia, candidati sindaco a caccia di voti tra strategie e confronti

Elezioni a Formia, candidati sindaco a caccia di voti tra strategie e confronti

(In foto il Comune di Formia)

Manca ormai poco alle urne del 10 giugno a Formia e come in qualsiasi città che si appresta ad andare al voto, prosegue incessantemente la campagna elettorale. Dichiarazioni politiche e proposte amministrative a parte, gli aspiranti sindaci e i propri candidati e collaboratori, sono giunti al momento di cercare di monetizzare la propria strategia elettorale.

Strategie che spesso vanno a braccetto con quelle che sono le sensazioni della piazza, il grido di malessere o l’enfasi di benessere della città. Pertanto è normale che la campagna elettorale, come anche il responso delle urne, appaia più o meno scontato. In realtà sappiamo bene che non è così, perché in politica basta poco a far cambiare le sensazioni. Ancora meno a spostare voti e equilibri.

In questo contesto, appare ovvio che Pasquale Cardillo Cupo, sostenuto da una coalizione di centrodestra, e, Paola Villa, leader di un aggregazione di liste civiche, vengono considerati già in una sorta di ballottaggio anticipato. Perché sono più forti degli altri? Questo sarà la competizione elettorale e lo spoglio a dirlo. Sulla carta, però, molti li identificano come i due esponenti da battere per via nel maggior numero di liste in sostegno.

Ma se è vero che i due si pizzicano, accusano e rincorrono, è altrettanto vero che ci sono in campo altri quattro candidati che non stanno di certo a guardare. Claudio Marciano, area Pd, prova a strappare voti a sinistra. Una sinistra che rispetto al passato è sicuramente più debole a Formia, per via dell’esperienza complicata del governo cittadino con Bartolomeo. Un tentativo, quello di Marciano, che prova a mangiare voti anche alla Villa, che molti accreditano di area progressista, seppur l’identificazione civica.

La sala Ribaud del Comune di Formia

Anche Cardillo Cupo ha “nemici” nella stessa area di riferimento. Da Gianfranco Conte a Mario Taglialatela. Tutti e due civichi, tutti e due di centrodestra, entrambi stimati politicamente in città. Rappresentano un po’ l’idea del non allinearsi ai partiti tradizionali, all’interno comunque di una visione di città più moderata e riformista del centrodestra contemporaneo. La battaglia, in questo caso è quasi l’uno contro l’altro e singolarmente contro quel Cardillo Cupo che, per via delle tante liste in supporto, appare quasi come un gigante. Ma in politica, spesso nelle amministrative, si sa bene che con il voto disgiunto può succedere davvero di tutto.

Infine ci sono i Cinque Stelle guidati da Antonio Romano. Una campagna strana la loro, in stile movimenti civici cittadini. Accuse trasversali, ma raramente dirette a uno dei singoli avversari. Perché per loro la questione è diversa: pescano voti e consenso da chi è stanco della vecchia politica e cerca un’alternativa nuova. Della serie: sono gli elettori a cercare loro e non viceversa.

Un tutti contro tutti in un clima di incertezza che rende bella e affascinante questa corsa al 10 giugno, con il dubbio, sempre più vivo, che la campagna elettorale possa protrarsi – seppur con una corsa a due – fino al 24 per il ballottaggio.

Intanto, il 5 giugno, alle ore 20 c’è il secondo confronto pubblico. Dopo quello dell’Azione Cattolica, c’è quello della Confcommercio. Al primo ci sono state due assenze, chissà se a questo tutti e sei risponderanno con una presenza massiccia.

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