“Gaeta in Puglia”: dagli scivoloni alla disinformazione via web

“Gaeta in Puglia”: dagli scivoloni alla disinformazione via web

Udite, udite: la città pontina di Gaeta è sparita dall’omonimo Golfo. Dopo secoli affacciata ben salda sul mar Tirreno, è stata protagonista di un repentino addio al Lazio meridionale. All’insaputa dei suoi abitanti si è ritrovata in Puglia. Insieme alla zona Monte Tortona, assodato, nonostante per qualcuno neanche esista. E insieme pure ad h24notizie.com, per l’occasione divenuto h24.com.

Tutto questo, almeno, secondo il solerte portale piemontese oggicronaca.it, attivo nella zona dell’Alessandrino. Volevano fare “informazione” ergendosi su un piedistallo a discutere di refusi puntando il dito, si sono ritrovati a fare disinformazione. Uno strafalcione dietro l’altro, in bilico tra fake news e pressappochismo.

 

Strafalcioni in bella vista

Inutile dire che qualcuno si è ritrovato un po’ come lo scemo del villaggio: ride degli altri, ignaro che nel mentre sono gli altri a ridere di lui. Anche a sbellicarsi, in questo caso. Lecito, di fronte a certi scivoloni. Tanto più tenendo conto della saccenza sfoderata nell’occasione da chi con quelle poche righe è rovinato sulla classica buccia di banana. Se non fosse per il fatto che, pur in piccolo, si parla di media e informazione. E qualche lettore meno attento potrebbe non rendersi conto di certi palesi errori, prendendo per oro colato imprecisioni e forse pure emerite bestialità. Passino Gaeta e Monte Tortona catapultati dal Lazio alla Puglia. Quisquilie, ovvio. Ma è altrettanto ovvio che maneggiando altra materia, cronaca in primis, potrebbe sorgere qualche problema.

Nell’informazione non ci si può improvvisare. Non in quella nelle intenzioni vera, almeno. Informazione che spesso e volentieri va maneggiata con cura, non ci sarebbe neanche da ricordarlo. Tirati direttamente in ballo dai “colleghi” di oggicronaca.it, abbiamo provato a farlo presente alla redazione, cogliendo anche l’occasione per ricordare alcune regole di buon giornalismo. Hanno preferito censurare il nostro messaggio. Ostinandosi però a lasciare coscientemente online e in bella vista la (non nostra) figuraccia. Contenti loro.

In presenza di certe penne virtuali e di determinati modi di operare, non c’è da stupirsi che il giornalismo, in generale e soprattutto online, venga percepito da molti – troppi – dei potenziali lettori come un qualcosa di serie B. Come non c’è da stupirsi che i giornalisti – tutti – siano percepiti alla stregua di distributori automatici di cazzate (che sì, si può dire). Vanificando magari quanto di buono fatto da chi – ce ne sarà di sicuro qualcuno anche in oggicronaca.it – in un certo campo tenta giorno per giorno di operare con “guanti e bisturi”.

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