Bancarotta Midal, le polizze da 4,7 milioni di euro di Barberini restano sotto sequestro

Bancarotta Midal, le polizze da 4,7 milioni di euro di Barberini restano sotto sequestro

Neppure l’accordo raggiunto con 59 dipendenti costituiti come parti civili nel processo in corso sul crac Midal, che verranno risarciti con 5.860 euro a testa, è servito a Paolo Barberini per ottenere il dissequestro di tre sue polizze assicurative da 4,7 milioni di euro. Il giudizio è in corso, i risarcimenti non sono stati ancora del tutto definiti e la Corte di Cassazione ha deciso di lasciare i sigilli su quel denaro.

Sulle polizze è stato disposto un sequestro conservativo dal Tribunale di Latina il 7 agosto 2015. Il 26 settembre dell’anno scorso la difesa di Barberini, ex amministratore delegato della Midal, ha chiesto il dissequestro ma l’istanza è stata respinta dai giudici. Stesso no a dicembre dal Tribunale del Riesame di Latina e ora dalla Cassazione.

Secondo gli inquirenti, attorno alla Midal, ex colosso della distribuzione alimentare, con supermercati nelle province di Latina, Frosinone e Roma, è stata consumata una bancarotta milionaria. E per quella vicenda, dopo gli arresti compiuti dalla Guardia di finanza, è in corso un processo con undici imputati: Paolo Barberini, ex AD, Rosanna Izzi, ex presidente del gruppo, il commercialista Sergio Gasbarra, di Cisterna, ex presidente del collegio sindacale, il manager Ivo Lucarelli, l’ex revisore Sandro Silenzi, gli ex sindaci Pietro Gasbarra e Stefano Pisanu, gli imprenditori Piero e Antonio Bova, l’imprenditore Giuseppe Piscina, e il marito di Rosanna Izzi, Giacomo Pontillo.

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