Delocalizzazione Pontile Petroli, Paola Villa: “Salvaguardare l’arenile di Vindicio”

Delocalizzazione Pontile Petroli, Paola Villa: “Salvaguardare l’arenile di Vindicio”

“Anche a rischio di essere accusata di fare mera campagna elettorale, ritengo doveroso informare i concittadini formiani sulla questione dello spostamento del pontile Petroli ENI, dalla Peschiera di Gaeta ai confini con il territorio di Formia a ridosso dell’Arenile di Vindicio. Il rischio che questo spostamento avvenga è reale e alto e i tempi potrebbero essere brevi ” Lo scrive in una nota stampa Paola Villa, candidata sindaco di Formia.

“Mentre, infatti, da anni l’Autorità Portuale di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta, e anche alcune amministrazioni di Formia e Gaeta succedutesi negli ultimi anni, minimizzano le voci che circolano accusando, chi le rende note, di allarmismo o ancora peggio, di mero campanilismo, il susseguirsi di incontri fra i soggetti interessati va avanti dal 2011 e sembra potersi avvicinare al momento di una decisione definitiva.”

“Dal 2011 l’ENI sta trattando, attraverso un protocollo d’intesa tra l’Amministrazione Comunale di Gaeta, il Consorzio Industriale del Sud Pontino e l’Autorità Portuale, la bonifica a suo totale carico, di un tratto di area dello stoccaggio di idrocarburi nella piana di Arzano, in cambio della delocalizzazione del pontile Petroli-ENI in area portuale ed il suo ampiamento da circa 185m attuali a circa 300m futuri. Questo protocollo d’intesa è stato dapprima ratificato dal Comitato Portuale nel febbraio 2014 e successivamente è stato in parte inserito nel nuovo POT 2018-2020 (Piano Operativo Triennale) approvato dall’Autorità Portuale lo scorso autunno. In questo quadro si inserisce inoltre la richiesta da parte dell’ENI, della proroga per altri 10 anni della concessione scaduta nel 2017, per avere un pontile petroli all’interno dell’area portuale di Gaeta. Richiesta che in questi ultimi giorni vede impegnati nella discussione, sindaco di Gaeta ed Autorità Portuale.”

“Fra le carte prodotte dal Comitato Portuale, che ricordiamo oggi formato da un Presidente di nomina ministeriale, il sindaco della Città Metropolitana di Roma, un membro rappresentante della Regione Lazio e l’Autorità Marittima, si evince testualmente “nell’area del Porto Commerciale di Gaeta, al fine di dotare le banchine esistenti di opportune difese foranee…è stata prevista la realizzazione di un opera a basso impatto, con funzione di frangiflutti, con funzione nel lato interno per banchina di navi RO-RO. La realizzazione di quest’opera permetterà la delocalizzazione del Molo Petroli in posizione defilata”.

L’unica a trarre reali e sostanziali vantaggi, non necessariamente illegittimi, da questa decisione sarebbe l’ENI con un codazzo di pochi altri soggetti fra i quali potrebbero esserci anche soggetti pubblici o enti territoriali di secondo livello. Per altri soggetti, per i cittadini, per imprese di diversa natura rispetto a quelle direttamente coinvolte nelle attività del colosso ENI, fra le quali le imprese turistiche operanti in zona Vindicio, l’attuazione di un tale progetto sarebbe quasi sicuramente il colpo mortale finale. Noi assisteremmo ad un pericolosissimo abbassamento dei livelli di sicurezza per i cittadini, un forte balzo in alto del livello di rischio ambientale presente nell’area, oltre ad una servitù che graverebbe per molti decenni sulle nostre e sulle prossime generazioni.
Eppure tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dalla regione Lazio, sanno benissimo che l’area, nel 2010 è stata dichiarata Area Sensibile.

“Se dunque delocalizzazione deve esserci- continua Paola Villa –  l’unica soluzione possibile è rappresentata da un campo boe off-shore, fuori dall’area portuale, lontano dai centri abitati e nuclei di servizi logistici, fuori dall’area sensibile. Su questa questione Formia non può accettare nessuna concertazione e non resterà silente di fronte a decisioni che tornerebbero a colpirne settori vitali, a depauperare il valore del proprio territorio, del proprio specchio di mare e del proprio patrimonio immobiliare e che costituirebbero una nuova, ulteriore, minaccia per la salute dei propri cittadini.”

“Sappiamo il particolare momento politico ed amministrativo che la nostra città sta vivendo essendo da mesi senza Sindaco e senza amministrazione, e stiamo assistendo ai tentativi evidenti, dei comuni confinanti, di volgere a proprio favore questa situazione approfittando del vuoto politico in cui oggi Formia si trova, senza avere neanche il rispetto di attendere che la nuova amministrazione si insedi.
E’ indispensabile che Formia si faccia sentire, insieme a tutti coloro che, ovunque residenti, sarebbero duramente colpiti da una eventuale attuazione dello spostamento. Ritengo necessario, ineludibile e non rinviabile, una espressione corale della politica cittadina, dei candidati Sindaco, delle associazioni di categoria, dei singoli operatori e di tutti i cittadini, di totale contrarietà a questa delocalizzazione, così come è necessario che anche la Regione Lazio esca definitivamente da ogni ambiguità sull’Area Sensibile e dia attuazione piena e coerente a quella sua stessa deliberazione in materia.”

Si deve essere di parte e dire chiaramente che il pontile Petroli-ENI non va delocalizzato presso il porto commerciale di Gaeta a pochi metri dalla spiaggia di Vindicio. Nessuno tenti di tranquillizzarci dicendoci che quelle che abbiamo letto nel documento ufficiale del Comitato Portuale e nel POT, sono considerazioni prive della necessaria forza attuativa. La verità è che qualcuno sta tentando di utilizzare il vuoto politico- amministrativo di Formia per collocarsi in posizione decisamente più favorevole, questo non è corretto per noi, comunque, siamo intenzionati a vigilare e a fare tutto quanto ci compete per impedirlo.”

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