Arrampicate in centro, il sindaco: “qualche leggerezza ma l’evento (con più attenzione) si può replicare”

Arrampicate in centro, il sindaco: “qualche leggerezza ma l’evento (con più attenzione) si può replicare”

In Italia la parola “evento” fa quasi sempre rima con polemica e non poteva essere da meno un evento che ha fatto tappa tra le mura antiche del centro storico di Terracina. Il contest era dedicato al Bouldering, una pratica nata tra le austere architetture dell’università di Cambrige più di un secolo fa. Allora come oggi in sostanza si tratta di scalare le mura di edifici (spesso antichi e di valore simbolico e storico) come farebbe un alpinista su una parete rocciosa. Una pratica emozionante e faticosa celebrata con lo “street boulding contest” che ha avuto luogo in questi giorni a Terracina e che ha scatenato come era prevedibile, non poche polemiche.

Una festa di grande successo che ha visto centinaia di atleti impegnati a scalare vari palazzi terracinesi con qualche fibrillazione per i puristi delle strutture antiche.Sui social e sulla stampa,  durante tutto la durata della manifestazione si sono susseguite difese da parte degli appassionati e denunce da parte di alcuni residenti in merito al trattamento non propriamente di riguardo che sarebbe stato riservato ad alcuni palazzi storici. Alcuni danneggiamenti e cedimenti strutturali di intonaci e mattoni sono stati prontamente segnalati e sull’evento il quotidiano “Latina Oggi” ha anche riportato il parere autorevole del direttore del museo scientifico, l’archeologo Piero Longo, indignato per lo svolgimento delle attività sportive sulle pareti della Cattedrale che conserva ancora nel suo nucleo i resti di un antico tempio pagano.

“Scalare le mura della Cattedrale? Nemmeno i saraceni nel nono secolo ci erano riusciti”. E la politica attacca l’amministrazione del sindaco Procaccini e in particolar modo l’assessora Barbara Cerilli, accusata da alcuni consiglieri comunali di “navigare a vista”. Sostenitore dell’evento il sindaco Procaccini che risponde anche dei presunti danni denunciati dai cittadini che, secondo lui, sarebbero precedenti all’evento seppure ammette qualche leggerezza da parte degli organizzatori: “Alcune aree, che comunque non erano di nostra pertinenza, sicuramente sono state scelte in maniera inopportuna e non abbiamo mancato di segnalare la cosa. Naturalmente il direttore del museo tirando in ballo i saraceni fa una battuta ma quello che è davvero importante è che nessun danneggiamento è stato riscontrato durante la manifestazione.

Le accuse dei consiglieri di opposizione naturalmente ci stanno, fanno parte del gioco ma non cambiano la sostanza dei fatti: se dovessimo trovarci ad ospitare nuovamente questo evento sicuramente saremmo più stringenti nello scegliere le aree di svolgimento ma abbiamo assistito comunque ad una manifestazione bellissima, capace di coniugare sport e cultura e che ha portato nella nostra città centinaia di appassionati e ci ha fatto vivere dei bei momenti”. L’evento comunque è stato un successo che si ripete in tutta Italia ormai da anni. Si tratta di una manifestazione controllata da esperti che, fino ad oggi non ha registrato danni nelle sue diverse edizioni. Diverso invece è l’approccio quando ci si improvvisa. Questa pratica sportiva, infatti, oltre ad essere estremamente pericolosa se fatta senza le dovute precauzioni in passato ha anche causato il danneggiamento di palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 2015.

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