Futuro in bilico per il pastificio, i Paone scrivono al Tribunale: la lettera aperta. Domani la sentenza

Futuro in bilico per il pastificio, i Paone scrivono al Tribunale: la lettera aperta. Domani la sentenza

Oltre 140 anni di storia imprenditoriale tricolore paurosamente in bilico, e un conto alla rovescia ormai vicino al termine: domani, 5 aprile, è attesa la pronuncia del Tribunale del Riesame di Latina sulla resistituzione al Pastificio Paone della sede di piazza Risorgimento, da anni sotto sigilli. Uno snodo cruciale, tanto per il futuro di un’azienda gloriosa, che nel tempo ha rappresentato uno dei fulcri del “Made in Italy”, quanto per quello delle decine di lavoratori. Senza contare l’indotto. Ed ecco allora  un tentativo di sensibilizzazione in extremis destinato direttamente ai piani alti di piazza Buozzi: se di recente a bussare alle toghe di Latina erano entrati in gioco numerosi cittadini, protagonisti di un video-appello subito divenuto virale, questa mattina è stata la volta degli amministratori dell’azienda. Fabio, Fulvio, Domenico ed Erasmo Paone, che hanno appena indirizzato al presidente del Tribunale, Caterina Chiaravalloti, una lettera aperta, pubblicata da Latina Oggi.

La lettera dei Paone:

“Gentile Presidente del Tribunale di Latina,

Le scriviamo questo pubblico appello perché, molto probabilmente, le considerazioni che vogliamo esprimerLe, difficilmente possono trovare spazio nello svolgersi tecnico dei procedimenti legali.

Eppur tuttavia esse attengono al più profondo concetto di giustizia, materia di cui Lei è uno dei massimi custodi nella provincia di Latina.

Noi siamo una famiglia radicata da sempre in questo territorio, la vita e l’onesta dei miei avi è testimoniata da strade, piazze, teatri, sale ad essi dedicate ma, soprattutto, dai concittadini  che in decine di migliaia ci hanno ancora in questi giorni testimoniato da loro più profonda vicinanza.

Questa è la scuola in cui siamo cresciuti ed in cui si è formata, 17 anni dopo l’unità d’Italia, l’azienda più antica del Suo e del nostro territorio.

La delocalizzazione dell’impianto produttivo ci è stata chiesa da tutte le autorità di qualunque colore politico negli ultimi anni, in quanto desideravo dare vita al nucleo industriale e nel contempo riqualificare il centro di Formia.

A tal proposito ci sono stati concessi ben due permessi a costruire – in realtà è una semplice ristrutturazione interna – da tecnici diversi e Sindaci diversi (di cui uno addirittura in autotutela) ed è stato stabilito molti anni fa nel Prg di Formia, che l’ex pastificio Paone potesse trasformarsi solo in un medio centro commerciale (tre negozi). Il quale avrebbe consentito a tanti giovani locali di avere un’ulteriore possibilità di lavoro. Esigenza di cui la nostra terra ha maggior bisogno.

Questo progetto, nato non certo da finalità economiche speculative – si è “schiantato” contro un presunto “sistema Formia”. Sistema di cui il Tribunale stesso, ci sembra di capire, abbia di fatto negato l’esistenza con la sentenza 29/17. A parte tali considerazioni, Le assicuriamo che i soci della Paone mai, e ripetiamo mai, avrebbero aderito ad un tale ipotetico “sistema”.

Questo blocco di circa 7 anni ha messo in ginocchio il più antico pastificio del Lazio, che da oltre 140 anni ha sempre onorato i proprio impegni e che, in questo momento, con enormi sacrifici e limiti, ha ripreso a lavorare e lottare per la sopravvivenza, sia pure sotto una procedura concordataria.

Ora che anche i presunti reati sono stati prescritti, i permessi scaduti, l’immobile immutato nelle sue caratteristiche fisiche ed amministrative, Vi chiediamo di agire secondo la più profonda giustizia e di EVITARE LA MORTE DELLA PIU’ ANTICA AZIENDA DELLA PROVINCIA, NOTA NEL MONDO E VANTO DI MOLTI CONNAZIONALI ALL’ESTERO, restituendo l’immobile a soci in totale e completa buona fede.

SIAMO FERITI, così come fu dopo la guerra, ma possiamo lottare insieme alle nostre eroiche maestranze per riprenderci e guarire, così come è nel motto stesso di FORMIA: POST FATA RESURGO”.

A PAGINA 2 – IL VIDEO-APPELLO DEI CITTADINI

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