Elezioni Provinciali, tra candidati “istituzionali”, “politici” e “civici”

La strategia di Pd e Fi, seppur forte nei numeri, potrebbe finire per politicizzare gli avversari

Elezioni Provinciali, tra candidati “istituzionali”, “politici” e “civici”

Le candidature provinciali di ieri hanno creato delle crepe belle e buone un po’ in tutti gli schieramenti.  In corsa il sindaco di Latina Damiano Coletta, quello di Pontinia Carlo Medici e la prima cittadina di Sabaudia Giada Gervasi.

In tutto ciò, l’unico partito abbastanza coeso appare Forza Italia, che pure sta appoggiando un candidato Dem. Proprio i democratici sono completamente divisi tra chi vuole seguire la linea di partito e chi non ci sta all’accordo con gli azzurri.

Detto ciò anche il centrodestra non è saldo, anzi. La Lega, seppur ha pochi amministratori locali in Provincia ha virato sulla Gervasi, non riconoscendo il patto di Forza Italia con il Pd, mentre Fratelli d’Italia ha preso tempo. Ieri dal partito della Meloni avevano dichiarato di essere perplessi per l’assenza di un candidato di centrodestra, ma c’è chi come la Lega e alcuni esponenti di civiche locali, identificano la Gervasi come l’unico candidato che almeno rappresenti qualche ideale di quell’area politica. Dall’altra parte, invece, c’è chi sostiene che alla fine Fratelli d’Italia, più o meno in ordine sparso, converga su Medici. Ma è sui civici, anche se sembra strano, la questione si fa politica.

Perché paradossalmente le elezioni provinciali che dovevano presentare degli schieramenti nitidi – centrodestra, centrosinistra e civici – hanno finito per spostare le immagini apparentemente più “politicizzate” sui candidati che non hanno sulla propria giacca simboli di partito. Forse è frutto della strategia dei “pontieri” di Forza Italia e Partito Democratico, chissà. Perché come la Gervasi a destra, così Coletta viene visto a sinistra. Basti pensare che al di là delle firme per presentare la lista, il Pd provinciale sta analizzando in queste ore lo spessore della crepa che lo attraversa in un quell’abbraccio, giudicato politicamente “mortale”, voluto dai vertici con i nemici storici di Forza Italia. Alcuni della minoranza provinciale dei Dem hanno preso le distanze e fatto capire che voteranno il sindaco di Latina. Piccoli o grandi scricchiolii si sentono qua e là in tutto il territorio pontino. Si tratta dell’asse pro-contro Moscardelli, ma che di fatto pone al centro una questione, anche in questo caso politica.

Ma, l’asse “istituzionale” così come è stata definita dai sostenitori di Medici, sembra forte. Per di più rappresenta politicamente un alternativa ideologica, vecchia come la Prima Repubblica, ma chiara e nitida. Perché nella strategia dei forzisti, nel gioco al rialzo dei democratici e con il benestare dei moderati di Idea, la coalizione in supporto di Medici appare davvero un restyling della vecchia conventio ad excludendum coetanea delle già citata Prima Repubblica.

Al di là di tutto, è da considerare sempre che essendo un’elezione indiretta, le Provinciali hanno storia a sé, specie questa volta che si elegge solo il Presidente e non anche il consiglio. Ed è qua che bisogna fare un’altra riflessione, perché sarà curioso capire come si svolgerà questa sorta di campagna elettorale in vista del 29 aprile. La partita, infatti, non è solo nel trovare le preferenze – tra l’altro ponderate – di consiglieri e sindaci, ma è anche su come studiare di creare una maggioranza in consiglio qualora si riesca a trionfare nelle urne. Sulla carta, chi avrebbe strada più facile tra i tre, teoricamente è Medici, ma con questi chiari di luna – non solo a livello provinciale – meglio non fare previsioni, né politiche, né numeriche, né tanto meno di maggioranze.

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