Affari sfruttando giovani prostitute all’ombra di un hotel, condanne ridotte

Affari sfruttando giovani prostitute all’ombra di un hotel, condanne ridotte

Da un secolo a 30 anni di carcere. Caduta in prescrizione l’accusa della costituzione di un’associazione per delinquere e prescritte altre imputazioni, le condanne per gli imputati ritenuti coinvolti in un giro d’affari legato allo sfruttamento della prostituzione di giovani romene, con base all’hotel San Michele di Aprilia, sono state notevolmente ridotte dalla Corte d’Assise d’Appello di Roma.

Nel giudizio di secondo grado, il procuratore generale Gustavo De Marinis aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado, emessa dalla Corte d’Assise del Tribunale di Latina, fatta eccezione per quattro imputati per cui aveva chiesto una riduzione della pena, essendo appunto coperta da prescrizione l’accusa relativa alla costituzione di un’organizzazione criminale, un quinto per cui aveva chiesto l’assoluzione e un sesto per cui, essendo nel frattempo deceduto, aveva chiesto il non luogo a procedere. Al termine della sua requisitoria il procuratore generale aveva così chiesto l’assoluzione soltanto per Anna Rita Milita.

Un processo scaturito dalle indagini compiute dopo le denunce presentate da due ragazze bulgare, entrate in Italia con un visto turistico.

Ma vi sono state anche altre assoluzioni e le condanne, in totale, sono state appunto a 30 anni di reclusione.

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