Iuliano intercettato tuonava contro la presidente del Latina Calcio

Iuliano intercettato tuonava contro la presidente del Latina Calcio

Storie, sfumature, fatti che “se queste mura potessero parlare chissà cosa direbbero” e tanta tensione. Questo era il clima nell’agosto del 2015 quando all’interno del Latina Calcio tutto sembrava crollare. Ma con tutti gli occhi puntati addosso, nessun nervosismo e nessuna tensione potevano emergere realmente. E così capita di riscontrare quel contrasto netto tra le parole “carpite” dalle intercettazioni degli inquirenti durante l’inchiesta Arpalo e quelle delle dichiarazioni di rito per la stampa da parte di un personaggio estraneo all’inchiesta, le cui parole però sono state riportate oggi dal quotidiano “Il Messaggero”. Era l’agosto del 2015, sulla panchina sempre più rovente del Latina Calcio c’è l’ex difensore della Juventus Mark Iuliano. La critica situazione societaria in cui versava il Latina Calcio, che come molti altri gruppi del “sistema Arpalo” che avrebbe visto come architetto e dominus Pasquale Maietta, viene definita dagli inquirenti una sorta di “bancomat”del gruppo, è nota oltre gli uffici amministrativi di Piazzale Prampolini.

Anche il C.t. nerazzurro, chiamato a salvare la squadra dalla retrocessione sembra informatissimo ed ha una sua opinione sui fatti. Quanto riportato dal “Messaggero” sembra non lasciare dubbi sulla bassa opinione che il mister aveva della dirigenza e in particolare di Paola Cavicchi e di suo figlio Fabrizio Colletti: “Sta scema della Cavicchi – avrebbe detto Iuliano intercettato dagli investigatori a bordo di una autovettura che gli era stata lasciata in uso – che schifo tra lei e il figlio”. In quella burrascosa estate la società era alle prese con il rischio di perdere lo stadio di casa e Paola Cavicchi usciva di scena “logorata dal mondo del calcio”. Ma secondo Iuliano, intercettato, non era esattamente la stanchezza la motivazione dell’abbandono di Cavicchi e figlio dalla squadra e metteva in dubbio la buona fede delle motivazioni di questo abbandono: “Vedi questi, amici, amici e gli rubava i soldi – e poi ancora – fai la miliardaria a botte di ventimila, trentamila euro, è arrivata a un milione e mezzo. Guarda che ce ne vuole eh”. Oltre a mettere in dubbio l’effettiva ripartizione delle quote della società, l’ex mister rivelava anche le tensioni tra Maietta e la Cavicchi quando il presidente aveva saputo di alcuni passaggi che non gli tornavano: “Lui – Pasquale Maietta –voleva andare subito a fare un casino ma lo hanno tenuto e lei si è messa a dire ma non è vero Pasqualuccio, non è vero”.

Mo – sentenziava alla fine Iuliano – questi sono altri due gufi in più, questa è gente di M…, gente di M…”. Proprio in quel periodo lo stesso Iuliano così commentava con i giornalisti sull’abbandono della società da parte di Paola Cavicchi e sulla gestione di Pasquale Maietta: “Vorrei ringraziare il lavoro svolto dalla presidente e da suo figlio Fabrizio, hanno dato lustro e un aiuto incredibile a città e società. Non è facile tenere questi ritmi per molto tempo. Spesso vedo anche il presidente Maietta provato, ma è talmente innamorato che si farebbe accoltellare per il Latina. La presidentessa ha fatto un passo indietro per delle motivazioni importanti, ha dato veramente tutto per questa società. Non è così semplice, lei si occupava veramente di tutto”.

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