Razzismo “al contrario”, un caso che non c’è. E un dato: al Comune di Fondi 180mila euro per i migranti

Una polemica politica sgonfiatasi, e una sorta di colpo di scena: il maxi-ristoro statale concesso per l'accoglienza di ogni richiedente asilo

Razzismo “al contrario”, un caso che non c’è. E un dato: al Comune di Fondi 180mila euro per i migranti

Una famiglia di migranti divisa, “fughe”, coop, soldi pubblici. Sullo sfondo, pure un’inchiesta sul traffico di esseri umani. E una polemica politica che vede da una parte Forza Nuova e Casapound, dall’altra l’amministrazione comunale di Fondi e una delle cooperative che si occupano dell’accoglienza di richiedenti asilo e senzatetto.

Per i forzanovisti, ora raccolti nel contenitore dell’ultradestra “Italia agli Italiani”, dal Comune hanno sperperato denaro dei contribuenti regalandolo “a privati che fanno del business dell’immigrazione la loro ricchezza”. Il coordinatore Serafino Iannone e i suoi hanno citato un caso ritenuto indicativo: oltre 20mila euro destinati in pochi mesi alla coop “La Ginestra” per assistere un nucleo familiare nigeriano composto da quattro persone, madre e tre figli piccoli. “Ponendo il caso all’attenzione della cittadinanza e domandando all’amministrazione una spiegazione razionale Italia agli Italiani – Forza Nuova ricorda numerosi casi di famiglie fondane che vivono in precarietà economica o con problemi di disabilità ai quali vengono negati i sussidi di assistenza per ‘mancanza di fondi’ dagli stessi Servizi sociali tanto generosi con i clandestini”. Stessa posizione dei fautori dell’estremocentroalto, che hanno parlato di “razzismo” al contrario. Peccato che il caso citato non sia il miglior esempio da fare. Perché? Non è un caso, almeno per com’è stato proposto. Nessuno sperpero. Piuttosto, mettendo da parte le questioni d’umanità, un’azione obbligata per legge. E che non è costata soldi scuciti dalle tasche dei contribuenti fondani. Questione sgonfiata, eppure utile. Ha contribuito a rendere di dominio pubblico un particolare: grazie ai migranti nel 2017 il Comune di Fondi ha preso 180mila euro da utilizzare a proprio piacimento. 

ANDATA E RITORNO

Il Commissariato di Fondi

La storia? Articolata, e piuttosto avventurosa. Al centro una famiglia nigeriana. Una 26enne, il marito e i tre figli della coppia, due maschi di 6 e 4 anni, e una bimba di pochi mesi. Vennero a Fondi nel luglio del 2016, destinati dalla Prefettura a La Ginestra nell’ambito dei progetti Cas. Dei richiedenti asilo che però in Italia non volevano restare. Come per molti altri, lo Stivale doveva essere solo la porta d’accesso per il resto d’Europa. Nel novembre del 2016, ecco quindi genitori e bambini allontanarsi dalla Piana, passare il confine e arrivare in Austria. Dove però vengono subito fermati dalle autorità. L’uomo viene arrestato, la moglie e i figli rispediti in Italia. La donna decide allora di fare il percorso inverso. Il posto che conoscono meglio è Fondi, vi fanno ritorno. Si presentano in Commissariato spiegando l’accaduto, condito anche da una denuncia verbale per non meglio specificate minacce da parte di una presunta organizzazione estera dedita al traffico di migranti, circostanze ancora oggi nebulose. Dalla polizia contattano i Servizi sociali, da dove chiamano la Prefettura per sondare la possibilità di riammettere la donna e i bambini nel programma di accoglienza. Risposta negativa: visto l’allontanamento volontario dall’Italia e dal sistema di protezione internazionale, erano fuori. Da richiedenti asilo, a senzatetto. Dal Comune a quel punto non hanno potuto far altro, per legge, che rialzare il telefono e sondare in emergenza la disponibilità di diverse strutture. Una presa in carico obbligata, sia per la presenza di minori, sia per il fatto che questi si fossero presentati con la madre dalla polizia. Preventivo più basso rispetto agli altri, quello de La Ginestra, per una somma di 180 euro complessivi giornalieri. I quattro vengono collocati presso un appartamento in centro, assistiti in tutto e per tutto. Passano i mesi, l’obiettivo è però sempre quello di lasciare l’Italia. Si finisce lo scorso 22 gennaio, giorno in cui il nucleo familiare “spezzato” si allontana daccapo volontariamente dalla coop e dalla città, alla ricerca di un ricongiungimento col capofamiglia appena scarcerato e di una nuova vita all’estero. Una storia costata quasi 21mila euro, dal momento del ritorno nelle vesti di senza fissa dimora. Ed è qui, in seguito a due recenti delibere, che si innesta la polemica di Forza Nuova e Casapound. Che però a quanto pare non ha alcun motivo d’essere.

LA COOP

“Siamo stati chiamati dal Comune in virtù di un’emergenza, e ci siamo attivati. Fornendo tra l’altro un prezzo di gran lunga inferiore a quelli di altre realtà contattate”, dicono da La Ginestra. “Abbiamo assistito la ragazza e i tre figli nel modo migliore. A livello sanitario e d’inserimento scolastico, col cibo e il vestiario. Tutto in perfetta trasparenza, regolarmente rendicontato in Comune”. Tutto qui, dicono dalla cooperativa. Da dove colgono l’occasione per delle sottolineature: “I soldi non li ha di certo dati la cittadinanza, a Fondi non hanno tolto niente. Ricordiamo che ogni anno ai Comuni arrivano dal Ministero 500 euro per ogni migrante ospitato sul territorio, senza alcun vincolo di spesa”. Non soltanto. “La Ginestra non si occupa solo di immigrazione. Non bisogna dimenticare tutte le altre emergenze sociali che ha preso in carico da quando ha aperto. Dal 2009 non abbiamo mai chiuso la porta in faccia a nessuno. E’ cosa assodata che alla nostra mensa sociale, attiva al civico 5 di via Fermi dal 2014, spesso vengono persone in difficoltà a cui offriamo pasti caldi, senza chiedere soldi a nessuno. E nei periodi freddi lasciamo sempre l’entrata aperta. Riteniamo di essere una risorsa per la comunità, e un’opportunità per chi vive un momento di difficoltà. Proprio in questi giorni stiamo ospitando due senzatetto fondani”.

IL SINDACO

Il sindaco De Meo

“La legge a tutela dei minori obbliga i Comuni a garantire l’accoglienza e il mantenimento di tutti quelli che vivono sul proprio territorio, a prescindere dalla nazionalità”, ha detto il sindaco Salvatore De Meo interpellato a riguardo. “Investiti del caso abbiamo iniziato a gestire la situazione, con i nostri uffici che hanno fatto un’operazione di grande equilibrio, perché se avessimo messo i tre bambini in una struttura specifica per minorenni, sarebbero costati 100 euro al giorno l’uno. Così quanto costano i bambini italiani, del resto, che pure abbiamo in carico. Invece di spendere circa 400 euro al giorno, comprendendo anche la madre, abbiamo convenuto un prezzo di 180 euro. Questo è il dato di fatto, le polemiche le lascio ad altri. Stiamo parlando di tre minori, di cui uno di pochi mesi di vita. Al di là delle imposizioni di legge, li avrei dovuti lasciare in mezzo la strada?”.

E i soldi? “Innanzitutto abbiamo chiesto il rimborso alla Prefettura, pur non sperandoci”, ha detto il primo cittadino. Che poi puntualizza, ricordando come la coop la ‘quota migrante’: “Lo Stato riconosce ogni anno un minimo di contributo da utilizzare liberamente”. Dalle strade alle feste, tanto per fare degli esempi. “Nel 2017 abbiamo avuto 180mila euro, una somma di gran lunga superiore a quella che abbiamo speso. Gli uffici alla luce di quest’emergenza non hanno tolto somme alle casse comunali, i soldi per la famiglia in questione sono stati reperiti da quelli che lo Stato ci ha dato come ‘ristoro’”. Ma forse il punto centrale è un altro: i fondani. “Il Comune, nell’ambito delle proprie competenze e risorse, assiste tantissime famiglie residenti, e nei riguardi dei disabili minori e adulti (basta guadrare l’albo pretorio, ndr) l’assistenza offerta rappresenta da anni un modello a livello provinciale”.

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