Regione Lazio, Mercoledì primo consiglio: Fazzone apre per le commissioni

Regione Lazio, Mercoledì primo consiglio: Fazzone apre per le commissioni

Tutti alla porta, anzi, tutti alla finestra. Sembra stia per iniziare così il secondo mandato di Nicola Zingaretti alla guida della Regione Lazio.

La situazione politica della Regione non è così diversa da quella nazionale. Zingaretti è stato riconfermato alla guida del Lazio, ma i voti in supporto delle proprie liste non sono state eguali alle preferenze personali del governatore, non garantendo la maggioranza in consiglio. Il numero uno del Lazio, dopo essere stato anche politicamente “minacciato” da alcuni esponenti delle opposizioni di dimissioni di massa per farlo decadere, ha iniziato a dettare i tempi di questa fase.

Nicola Zingaretti

Mercoledì 4 aprile ci sarà il primo consiglio regionale e per quanto non esista un voto di fiducia del piccolo parlamento della Pisana, è ovvio che bisogna trovare la strategia politica per non ingolfare la macchia amministrativa. Nei giorni scorsi, così come voluto dallo stesso Zingaretti, il governatore ha iniziato degli incontri con le forze di opposizione. La strategia era apparsa fin dall’inizio quella di capire se si intravede una possibilità di poter contare su un’area politica responsabile che dia direttamente o indirettamente supporto all’amministrazione. Anche perché il presidente ha già reso nota la squadra della Giunta, dove non ci sono sorprese, con una compagine politica identica a quella con la quale si è presentato dinanzi al corpo elettorale.

Nelle consultazioni dei giorni scorsi, come riportato da alcune testate giornalistiche (AlessioPorcu.it) e da molte voci che camminano accanto ad esponenti politici che rincorrono tra una zona e un’altra di Roma, tra incontri su incontri, tutto può ancora accadere.

Claudio Fazzone

Le opposizioni, si può dire che hanno molto il sapore della Provincia di Latina, con i due coordinatori dei principali partiti di centrodestra alla Pisana, (Forza Italia e Lega), che vedono nel sud pontino i natali dei propri massimi esponenti regionali. Claudio Fazzone e Francesco Zicchieri, infatti, sono tra i più chiacchierati nelle cronache politiche regionali di questi giorni. Il secondo, esponente del partito di Salvini e neo parlamentare, non ha dubbi su quali dovrebbe essere la linea da tenere: dimissioni di massa delle opposizioni e subito al voto. I ben informati dicono addirittura che potrebbe essere lui a correre per la presidenza qualora ciò dovesse accadere. Linea simile anche degli altri alleati di coalizione, con l’eccezione di Forza Italia, che proprio con Fazzone, sembra possa scegliere una linea più “morbida”.

Non una probabile alleanza o supporto esterno, come alcuni vorrebbero far credere. Neppure un asse Pd-Fi, ma la possibilità per gli azzurri di contare nelle commissioni, esprimendo il maggior numero di presidenti possibili e poter dire la propria in tutte le società partecipate. Un gioco politico a tutti gli effetti, che all’apparenza sembrerebbe aver schiacciato il partito di Berlusconi sulla forte figura del leader democratico In realtà si tratta di una vera strategia, soprattutto alla luce della posizione del Movimento 5 Stelle, che pare voglia tenere in vita l’amministrazione regionale per qualche mese. Dal centrodestra accusano questa possibilità come un accordo sottobanco tra Zingaretti e il sindaco di Roma Raggi. Quel che è certo è che l’ipotesi dimissioni di massa, rimane – seppur non imminente – in casa centrodestra, e in caso questa non vada in porto, gli azzurri, si preparano a giocare una partita per contare qualcosa, seppur dai banchi dell’opposizione.

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