Prosegue il monitoraggio degli uccelli marini ma niente nidi per l’uccello delle tempeste

Prosegue il monitoraggio degli uccelli marini ma niente nidi per l’uccello delle tempeste

Va avanti il progetto “The big five-razionalizzazione del monitoraggio delle cinque maggiori specie di uccelli marini di interesse conservazionistico dell’area tirrenica” e anche quest’anno l’Ente Parco Nazionale del Circeo ha affidato le attività di monitoraggio e censimento dei volatili al Gruppo Pontino di Ricerche Ornitologiche, di Latina, già in passato impegnato nel monitoraggio delle berte, del marangone dal ciuffo e del gabbiano corso nel territorio dell’area protetta e in particolare sull’isola di Zannone.

Un affidamento senza gara, essendo la spesa prevista di 21.301 euro, dunque inferiore alla soglia che impone una gara pubblica. La scelta del Gruppo viene inoltre sostenuta dall’Ente Parco alla luce della “particolare sensibilità delle attività da condurre sulle berte”.

Il preventivo che ha convinto il Parco è relativo ad attività da compiere essenzialmente a Zannone. Due ricercatori si recheranno sull’isola, a controllare le berte, per 18 giorni, con una spesa prevista di 12.520 euro tra spese per il personale, trasporti e vitto. In pratica 695 euro al giorno e 347 euro a testa. Due giorni, per una spesa complessiva di 1.400 euro, verranno invece impiegati sempre da due ricercatori per i gabbiani.

L’Ente Parco non ha però accettato la proposta ulteriore di installare anche dieci nidi artificiali per l’uccello delle tempeste, “il più piccolo e molto probabilmente primo tra le specie di procellariformi nidificanti nel passato sull’isola di Zannone ad estinguersi per la presenza del ratto nero”, mancando “disponibilità finanziarie”.

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