Discarica di Borgo Montello, Paguro: “Coletta fa le veci di Cerroni”

Discarica di Borgo Montello, Paguro: “Coletta fa le veci di Cerroni”

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Ci sorprende e fa riflettere il tempismo con cui il sindaco Damiano Coletta ha preso la parola sulla discarica di Borgo Montello. Dopo due anni di immobilismo, con il Comune da lui gestito che deteneva la maggioranza della società a capo della discarica, il sindaco Coletta si ricorda della bonifica e sembra intimare a Rida di ripensare all’offerta fatta perché con la Eco Ambiente non si potrà fare nulla se non una bonifica”.

Fabio Altissimi

Queste le prime parole con cui Fabio Altissimi, patron di Rida Ambiente società controllante la Paguro, risponde al sindaco di Latina che in una nota ha sottolineato come la sua amministrazione si opporrà a ogni attività sul sito di Borgo Montello. “Eppure tanta premura il signor Coletta non l’ha dimostrata quando a gestire la discarica c’era lui accanto al socio privato (e cioè il gruppo Cerroni e i Deodati, entrambi colpiti da interdittiva antimafia, senza considerare poi i recentissimi eventi siciliani – prosegue Altissimi – Perché ora tutta questa premura? Quali interessi si intendono tutelare? Certamente è significativo il sostegno elettorale assicurato dal ‘civico’ Coletta alla Presidenza Zingaretti, le cui politiche non pare abbiano contribuito, in cinque anni di governo, a eliminare, o quantomeno a erodere, il sostanziale monopolio di fatto sulla gestione del settore rifiuti. Coletta tuttavia, prima di scagliarsi contro un’azienda seria come Rida Ambiente e la sua controllata Paguro, dovrebbe ricordarsi che il suo comune porta i rifiuti indifferenziati proprio a Rida Ambiente. Essendo poi così informato sul settore dovrebbe sapere che i rifiuti trattati producono scarti che devono essere conferiti in una discarica. Si assuma la responsabilità dei suoi 120 mila cittadini invece di fare promesse che non potrà mantenere. Se voleva occuparsi in prima persona della discarica poteva evitare di mandare all’asta il 51% della Eco Ambiente”.

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Il sindaco di Latina Damiano Coletta

“Il sindaco di Latina Damiano Coletta, che per due anni ha gestito (come socio di maggioranza accanto a Deodati e al gruppo Cerroni) la discarica di Borgo Montello senza nemmeno pensare di avviare la bonifica e la post gestione, alle ultime elezioni ha dato il suo sostegno da civico al Pd Nicola Zingaretti. Spero si sia letto il suo programma e soprattutto conosca quanto fatto dal suo presidente negli anni. Perché tra i provvedimenti presi  c’è anche la delibera 199/2016 che prevede la riapertura delle discariche esistenti con nuovi abbancamenti. Tra queste discariche c’è anche Borgo Montello che non capiamo perché sia diventata così pericolosa per Damiano Coletta solo ora che a presentare un’offerta per la sua gestione è stata la Paguro, controllata di Rida Ambiente, azienda che ha dato dimostrazione negli anni di poter convivere con un centro abitato grazie a investimenti milionari per l’abbattimento di emissioni odorigene e inquinanti”.

Manlio Cerroni

Queste le parole di Fabio Altissimi che, dopo alcune ore di silenzio, è tornato ad analizzare lo scenario apertosi sul sistema rifiuti del Lazio dopo l’offerta provvisoria di acquisto delle quote di maggioranza della società Ecoambiente. “In realtà temiamo che Coletta, consapevolmente o meno, stia facendo da sponda all’interesse del socio privato a continuare a gestire, in una situazione si sostanziale monopolio, il settore discariche nel Lazio. Coletta pare temere Altissimi ma non capiamo proprio perché non si preoccupi di chiedere le stesse cose, relativamente alla gestione di Borgo Montello, al socio privato di minoranza che potrebbe esercitare il diritto di prelazione per estromettere Rida dall’impianto. Lo scenario però potrebbe essere ancor più complicato e ci pare strano che nessuno di coloro che ha formulato mille ipotesi giornalistiche lo abbia preso in considerazione. Il gruppo Cerroni potrebbe infatti abbandonare la gestione di Borgo Montello confidando nell’autorizzazione di un altro mega impianto poco lontano, quello di Casalazzara ad Aprilia”.

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