Barriere architettoniche in Municipio: un percorso ad ostacoli per Cinzia dalla sua sedia a rotelle (#VIDEO)

Barriere architettoniche in Municipio: un percorso ad ostacoli per Cinzia dalla sua sedia a rotelle (#VIDEO)

Cinzia David è un’attivista sfegatata del Movimento 5 Stelle e insieme ai suoi amici vorrebbe seguire le sedute del Consiglio Comunale di Latina in prima persona. Ma spesso rinuncia a farlo perché ha un problema che gli rende tutto più difficile. Cinzia è costretta a stare su una sedia a rotelle. Da anni, ogni volta che cerca di salire al secondo piano del Municipio, in Piazza del Popolo 1, dove si trova l’aula consiliare l’aspetta un’avventura.

C’è un ascensore dedicato ai disabili ma ultimamente sembra abbia dato problemi: “fate attenzione che si blocca” gli ha detto un funzionario. E così per la salita si è dovuta arrangiare tra i corridoi e gli uffici del Comune. Arrabbiatissima, al momento di uscire, ci invita a seguire il percorso della sua personalissima piccola odissea per cercare di defluire dalla sala. Prima di tutto, l’ascensore ha una chiave, non è facile da manovrare. E sebbene ci abbiano detto che poteva bloccarsi abbiamo rischiato e siamo riusciti nell’intento. Scesi al piano di sotto il marciapiede e la strada sono lì ad un passo di distanza. Basta superare una porta per chiunque. Ma Cinzia invece non può, perché una rampa di scale le impedisce di uscire, per tanto, l’ascensore per i disabili finisce su una porta con gradoni. Visto che la porta di servizio che fa entrare nella parte più interna del palazzo è chiusa siamo in scacco. O torniamo indietro al piano di sopra o aspettiamo. Passa una decina di minuti e dopo aver bussato ripetutamente alla porta di servizio degli uffici, ecco che finalmente qualcuno ci apre.

I dipendenti del Comune appaiono costernati e increduli più di noi. Ci scortano tra i corridoi verso quella che “dovrebbe essere” l’uscita disabili, ma alla fine del corridoi, proprio ad un passo dal vestibolo di uscita, ecco che altre scale ci bloccano. Qualcuno ha costruito una sgangherata rampa di legno che il portiere ogni volta deve mettere e togliere, perché pericolante. C’è però una rampa disabili, ci dicono, bisogna tornare indietro di poco. Mentre torniamo un vigile urbano ci confessa di essere molto contrariato: “pensate, proprio in questo periodo ci stanno mandando a fare i controlli in negozi e negli stabilimenti. E se non hanno tutto preciso a regola d’arte, se i percorsi per disabili non sono tracciati da cartelli, linee gialle e rampe, scattano multe salate e anche a volte chiusure. Invece qui…” dice sconsolato. La rampa di metallo è ampia e sicura.

Ma nel cortile interno del Comune qualcuno ha pensato bene di legare le biciclette sul corrimano della rampa, rendendo il percorso di Cinzia una specie di slalom tra manubri con il rischio di agganciare la ruota della sua carrozzella. E appare davvero paradossale che qualcuno (forse consiglieri comunali o personale di servizio dell’ente) abbia deciso di legare le bici proprio lì, con davanti una rastrelliera nuova nuova per fermare le bici. Proprio con la giunta più sensibile alla viabilità ciclabile di sempre, proprio con i consiglieri comunali che più di altri hanno annunciato di voler “educare” al civismo una città maleducata, ecco che nel cortile del Comune qualcuno si comporta come se fosse il cortile di casa propria.

Alla fine Cinzia esce (non prima di aver lottato contro il pesantissimo portone di ingresso e la sua maniglia posta ad una altezza per lei proibitiva) e ci confessa che non si aspettava niente di meno. “A nessuno frega niente alla fine” dice sconsolata. In verità, il Comune di Latina ha proprio oggi annunciato che il piano di abbattimento delle barriere architettoniche inizierà proprio fagli uffici pubblici. Dopo venti mesi di governo Coletta e dopo decenni di immobilità di altri governi qualcosa sembra muoversi. Ma in realtà per permettere a Cinzia di notare un minimo di attenzione da parte di chi oggi governa bastava poco. Qualche porta aperta, qualche indicazione chiara, un pochino di buon senso. A volte, non serve molto.

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