Palombo sul monumento a Pertini: “È una pernacchia al Presidente”

Palombo sul monumento a Pertini: “È una pernacchia al Presidente”

Responsabile di “Rinascimento” a Latina

Matteo Palombo è il responsabile provinciale di un movimento che esiste più nell’etere che non nella vita reale, ovvero “Rinascimento”. Ci scrive una nota per segnalare un problema in merito ad una cerimonia che ha causato più di qualche polemica nella città di Latina, ovvero l’intitolazione di un busto e di una passeggiata a Sandro Pertini. Prima di riportare qui per la nota a noi inviata, a beneficio dei lettori, crediamo sia opportuno chiarire chi è il personaggio in questione che scrive non solo come privato cittadino ma anche come portavoce di un movimento politico.

Un movimento quello che rappresenta che sarà pure etereo, però ha valore nazionale e soprattutto ha un leader e ideatore molto presente non solo nel mondo del web ma anche in quello reale che non ha bisogno di nessuna presentazione, ovvero Vittorio Sgarbi. Ora il gruppo, anche a livello nazionale, aderisce alla coalizione di centrodestra o meglio a Forza Italia, con un unico candidato che è appunto Sgarbi, avversario di Luigi Di Maio a Pomigliano D’Arco e la sua campagna elettorale in quel collegio è condita da accuse e contumelie di ogni tipo.

Il suo portavoce locale, quindi, non poteva che essere colorito nelle affermazioni ed estroverso, appariscente nei modi e negli abiti, laureando in Scienze politiche (ha solo 24 anni), ha già un curriculum politico considerevole (almeno per i partiti da lui “visitati”) ma anche un profilo civico di spessore. Era lui, infatti, uno dei “minacciati” dagli uomini vicini al fu presidente del Latina Calcio Pasquale Maietta perché su Facebook aveva denunciato apertamente l’inopportunità di certe sue amicizie. Ogni volta che si rapporta alla vita politica, comunque, Palombo è sempre incisivo e fuori dagli schemi. L’argomento principale della sua invettiva resta però il busto dedicato a Sandro Pertini dal Comune di Latina e inaugurato pochi giorni fa:
“Mi permetto di scrivere – inizia Palombo –  chiedendo la cortesia di essere pubblicato perché mi preme dire delle cose di natura formale forse, ma anche e soprattutto di fare delle domande e delle considerazioni di natura sostanziale.

Intanto  quell’opera è un busto molto strano, perché se lo guardi senza leggere a chi è dedicato non lo capisci che si tratta di Pertini. Se avessero messo un busto che raffigurava la mia persona sul piedistallo avrebbe avuto più o meno la stessa somiglianza. Insomma ci devi arrivare per deduzione. Quando sono andato domenica da quelle parti, i senza tetto italiani che frequentano in gran numero il parco si interrogavano insieme a me su chi accidenti fosse la persona ritratta in quel busto, insomma, non somiglia a Pertini, questo mi sembra chiaro”. 

Palombo rivolge poi le sue “attenzioni” alla scultrice dell’opera, Natasha Bozharova, artista e scultrice di origine macedone autrice del busto di Sandro Pertini scoperto in piazza lo scorso 24 di febbraio e che al suo attivo può vantare una serie di esposizioni nel Comune di Latina delle sue opere anche nel foyer teatrale del capoluogo

“L’unico merito della scultrice dal nome impronunciabile – che ad occhio non è il Bernini –  è quello di essere amica o conoscente stretta del presidente della commissione cultura Fabio D’Achille, visto che le sue discutibili opere sono esposte sempre dal gruppo ‘Mad’, al Consorzio Industriale di Latina Scalo – luogo squallido e impersonale che qualcuno vorrebbe far ascendere a sito di cultura.

Ma il tema non è soltanto estetico e – per carità – usciamo dal grottesco dibattito ideologico sulla figura di Pertini. Ma si tratta di un punto amministrativo sul quale vorrei fare una domanda al sindaco e ai accoliti:

  • Ma chi ha accolto la donazione ricevuta dall’Anpi con una delibera di Giunta?
  • Quando è stata discussa?
  • E dove sta la delibera?
  • L’ufficio cultura è stato coinvolto in questa cosa?

Perchè non è che in questa città può passare il messaggio che basta essere amico di Tizio o Caio e fai la donazione (Con relativa pubblicità) al Comune. La cosa deve passare al vaglio di un esperto nominato dall’ente (magari il direttore del museo) per una valutazione sulla conformità della donazione. E poi con una delibera di giunta si acquisisce ai beni del Comune ufficialmente. Volevano fare un dono dedicato a Pertini e invece con gli hanno fatto una bella pernacchia. E bravo sindaco!”.

Il portavoce di “Rinascimento” conclude la sua missiva con una chiamata ai socialisti di Latina.

“E vorrei per ultimo se me lo concedete, un appello a qui pochi Compagni Socialisti rimasti a Latina come per esempio l’ultimo segretario provinciale del glorioso Psi e mio caro amico Massimo Passamonti. Massimo, salva la memoria di Pertini, recati in quella ‘passeggiata’ che gli hanno dedicato e deponi una corona di garofani rossi ai piedi di quell’opera aberrante che hanno fatto.

Fallo per salvare la memoria del Compagno Pertini, che abbia da noi città di Latina qualcosa che avrebbe potuto gradire in vita e non solo un busto orribile e qualche boldrinata patetica condita dai canti”. 

 

Il sindaco di Latina Damiano Coletta insieme al Prefetto Maria Rosa Trio (a destra) e il delegato comunale di Latina Anpi Giancarlo Luciani (a sinistra) durante l’inaugurazione della passeggiata dedicata a Sandro Pertini

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