Aprilia in Prima Linea: “La zona di Torre Bruna è in pieno allarme inquinamento”

Aprilia in Prima Linea: “La zona di Torre Bruna è in pieno allarme inquinamento”

Il gruppo cittadino ‘Aprilia in Prima Linea’, per mezzo dei suoi rappresentanti, Sabrina Esposito Montefusco ed Emanuele Campilongo ha trasmesso una lettera alle autorità, tra cui la Prefettura di Latina e la direzione generale dell’ASL Latina, per denunciare lo stato in cui versano i territori di Torre Bruna, Torre di Bruno, Sassi Rossi e Casalazzara.

Di seguito il testo della missiva.

 

ARPA LAZIO direzione.gen@arpalazio.it
sezione.latina@arpalazio.it
PREFETTURA di LATINA Ufficio prefettura.latina@interno.it
ASL Lt 1 Direzione Generale direzionegenerale@ausl.latina.it
ASL Latina Dipartimento Igiene Pubblica protocolloaoo05@pec.ausl.latina.it
protocolloaoo10@pec.ausl.latina.it
Ministero della Salute Direzione Generale di Prevenzione Sanitaria
segretariato.generale@sanita.it
segr.dgprev@sanita.it
NOE Carabinieri Lazio noermcdo@carabinieri.it
cp.latina@pec.corpoforestale.it
Presidente Regione Lazio On. Zingaretti presidente@regione.lazio.it
Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino consorzio@bonifica.latina.it
Acqualatina Spa comunicazione@acqualatina.it

Oggetto: La zona di Torre Bruna e territori limitrofi è in pieno allarme inquinamento.

A seguito di un sopralluogo e di numerose segnalazioni ricevute in queste settimane, APL intende denunciare con forza lo stato di evidente pericolo per la salute dei cittadini, in cui versano i territori di Torre Bruna, Torre di Bruno, Sassi Rossi, Casalazzara.

In particolar modo si segnala che i terreni adiacenti a quelli indicati per il progetto di discarica di Ecosicura, sono praticamente essi stessi una bomba ecologica.

Abbiamo già segnalato alle Autorità competenti la situazione inerente ai fossi che passano per quelle zone, e le immagini che abbiamo girato evidenziano che l’acqua emette schiuma biancastra, oltre che un nauseabondo odore chimico che solo un sopralluogo diretto è in grado di notare. Abbiamo riscontrato come siano stati interrati, o semplicemente sparsi nel corso degli anni rifiuti di ogni tipo.

Da quelli edili, alle materie plastiche passando per quelli elettronici fino all’eternit. Tutto ciò grazie alla totale mancanza di controllo del territorio, e per la colpevole assenza di un politica di salvaguardia e tutela dell’ambiente e della salute. Tale impervia zona, accessibile solo attraverso mezzi adeguati, è stata martoriata e abbandonata a se stessa. Essa è ricadente nelle zone di influenza di diversi comuni (Aprilia in primis ma anche Pomezia, Ardea e Cecchina) ma è chiaro che è stata gestita come fosse “terra di nessuno”.

Non è un caso a questo punto, che proprio in quella zona si siano concentrate le “attenzioni” di gruppi imprenditoriali mentre ad essere buoni, gli amministratori erano “distratti”, per la costruzione di una grande discarica. La breve distanza con la tristemente nota discarica di Sassi Rossi e la presenza di un’altra discarica abusiva, che a quanto pare sia stata utilizzata da diversi comuni più di trent’anni addietro, completa un quadro a tinte talmente fosche da non poter essere  ignorato. E’ necessaria una urgente opera prima di tutto di ripristino della legalità, facendo tornare le Istituzioni in quell’area e provvedendo urgentemente alla rimozione dei rifiuti e alla bonifica dei terreni e dei fossi.

Ciò al fine di salvaguardare le fondamentali risorse idriche e naturalistiche. Ricordiamo che proprio in quella zona cresce una splendida macchia mediterranea, e che ci sono aziende che necessitano di protezione e salvaguardia poiché costituiscono un irrinunciabile viatico di sviluppo e tutela del territorio.

Non c’è tempo da perdere, bisogna fare presto e bene. La politica sia dia da fare in ogni modo per reperire le risorse necessarie agli interventi di bonifica e tutela. Queste sono le vere priorità e non le usuali chiacchiere e specchietti per le allodole tanto utilizzati dalla maggioranza al governo della città di Aprilia da quasi un decennio. Ecco a cosa ci ha portato l’intendere come “una opportunità” quella di essere individuati come la pattumiera del Centro Italia”.

 

A PAGINA 2 – “LE FOTO SCATTATE NELLA ZONA ADIACENTE LA FUTURA DISCARICA”

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