Ancora a dare voce ai problemi delle periferie, gli attivisti del movimento Aprilia in Prima Linea, presieduto da Sabrina Esposito Montefusco e coordinato da Emanuele Campilongo.

“Torniamo a parlare dello stato di colpevole devastazione in cui sono costretti a vivere i cittadini di Fossignano (Aprilia). Dopo esserci occupati di via Adda, ovviamente senza ricevere alcuna risposta dall’amministrazione, e delle gravi problematiche che investono i residenti di quella zona ora è il turno di via Fortore. Le esigenze sono purtroppo sempre le stesse ma in particolare su tale strada vi è una elevata presenza di persone affette da gravi patologie invalidanti e addirittura con disabili. Sono quattro le famiglie residenti, costrette a vivere ‘ai confini della realtà’ senza uno straccio d’illuminazione pubblica e alle prese quotidianamente con strade somiglianti a campi di battaglia. Senza contare che di notte è terra di nessuno e i cittadini vivono nella paura e nell’impossibilità di stare tranquilli. Tutto sembra cominciato anni addietro cioè quando hanno cominciato a fare i lavori per le fogne su via delle Salzare. Durante gli scavi la strada è stata ridotta a un colabrodo ma i cittadini era ben felici di subire dei disagi poiché avevano avuto rassicurazioni sul ripristino di una situazione quantomeno decente. Ovviamente nulla di ciò è stato fatto e i residenti alla meglio avevano provveduto a sistemarla. Ogni volta che piove è un vero e proprio disastro e ultimamente, per i lavori necessari al passaggio del gas, hanno mandato di nuovo tutto all’aria portando i cittadini al punto di prima se non peggio. E’ deprimente vedere come le nostre periferie siano state usate e allo stesso tempo abbandonate da un’amministrazione che solo cinque anni addietro parlava di ‘rinascimento’ e di ‘ruolo strategico delle Borgate’. In questa e in tante altre situazioni segnalate da Aprilia in Prima Linea nel corso di questi anni, vi è un evidente filo conduttore che è all’origine di tale stato di devastazione, cioè il lassismo e la mancanza di reale volontà politica di migliorare la quotidianità dei cittadini. Ma delle tante promesse e aspettative alimentate quando vi erano voti da portare ora non ci sono più, esse hanno lasciato il posto al disagio e alla rabbia dei cittadini che in quelle zone chiedono solo dignità e rispetto.