Discarica di Montello: mezzo secolo di fatti e misfatti tra veleni e camorra

LA POLITICA

Maurizio Calvi

Una sezione della relazione viene dedicata dalla Commissione ecomafie alle coperture politiche di cui avrebbero goduto i gestori della discarica, insistendo particolarmente sulla figura del senatore Maurizio Calvi. Le indagini del 2013 della Mobile hanno del resto sviluppato informative della Digos risalenti al 1994, che approfondivano il ruolo dell’ex senatore Maurizio Calvi, già componente e vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari tra il 1988 e il 1994. L’indagine della Digos di Latina era iniziata dopo la presentazione di una interrogazione parlamentare dell’onorevole Giulio Maceratini, del Movimento sociale italiano, il 17 febbraio 1993.


Ecco l’atto presentato da Maceratini: “Per sapere – premesso: che si sono fatte sempre più insistenti le voci di diffuse illegalità in ordine alla discarica di Borgo Montello e appare sempre più torbido ed allarmante il retroscena sull’intera vicenda; che, giova premettere, tale discarica era gestita in precedenza da una certa società Prochi e tale società risultava in stretti rapporti con un parlamentare socialista della provincia di Latina tanto che alla detta società Prochi risultava intestata una vettura Citroen Pallas rubata all’anzidetto parlamentare così come alla stessa società Prochi risultava intestato il telefono cellulare utilizzato dal detto parlamentare e ugualmente della società Prochi era l’autista della vettura, tale Fraulin, di cui si serviva lo stesso parlamentare; che la detta discarica di Borgo Montello è poi finita nelle mani della società Acqua, facente capo ai fratelli Pisante e attualmente clamorosamente inquisita dalla magistratura milanese; che ulteriore motivo di sospetto deriva dalla ordinanza regionale n. 1 del 5 gennaio 1993 con la quale la giunta regionale del Lazio ha stabilito essere Borgo Montello impianto di stoccaggio di rifiuti tossici e nocivi provenienti da tutta l’Italia; che addirittura si fanno sempre più insistenti le voci secondo le quali il presidente della regione Lazio Pasetto avrebbe parlato di “manomissioni” della delibera, posto che l’ultimo capoverso della delibera stessa, quello cioè che consente lo stoccaggio a Borgo Montello di rifiuti tossici provenienti da tutta l’Italia, sarebbe stato inserito a sua insaputa nella delibera in questione; che è dunque evidente che l’intera vicenda merita dei chiarimenti e approfondimenti adeguati per giungere alla necessaria trasparenza sui passaggi di mano avvenuti fra le società che hanno gestito e gestiscono la discarica e per conoscere altresì quale sia la reale volontà della regione Lazio ed il reale stato delle cose che, riguardando il delicato problema della conservazione dei rifiuti tossici, suscita grave allarme nella popolazione pontina -: quale sia il ruolo svolto dalla società Prochi nella discarica di Borgo Montello e chi sia il parlamentare socialista che ha avuto rapporti con la società Prochi e a quale titolo; chi siano gli attuali soci della società Acqua che gestisce attualmente la discarica di Borgo Montello, posto che il 40 per cento delle azioni sembra essere intestato ai fratelli Pisante e non si conoscono i titolari della residua parte del capitale sociale; come sia potuto accadere la manomissione, se di questo si è trattato, della delibera regionale 5 gennaio 1993 e cosa intenda fare il Governo perché la reale volontà della regione Lazio sia fatta prevalere e, in ogni caso, se non si ritenga di intervenire adeguatamente perché le procedure di stoccaggio dei rifiuti tossici vengano effettuate nel rispetto di criteri di uniformità e di equità rispetto all’intero territorio nazionale”. Un’interrogazione a cui dopo cinque mesi ne seguì una seconda analoga, ma alle quali a distanza di 25 anni in Parlamento non è mai stata data risposta, risultando ancora “in corso” di trattazione. Il 3 febbraio 1994 la Digos di Latina inviò una informativa alla Procura, all’attenzione del sostituto procuratore Barbara Callari, specificando che la Pro.Chi., aveva operato nell’invaso fino al 18 aprile 1990, che l’amministratore unico della società era Andrea Proietto, titolare di varie attività imprenditoriali, che tra queste vi era la Fideco srl, avente come domicilio fiscale via Augusto D’Andrea 3, Nettuno (Roma), che l’utenza cellulare della citata società corrispondeva al numero xxxx, intestata alla stessa Fideco; questo numero “è stato in uso per un lungo periodo che va dal periodo preelettorale (elezioni politiche ’92) al periodo postelettorale, presumibilmente dal febbraio ’92 al maggio-giugno ’92, al segretario particolare del senatore Calvi, tale Giorgi Piercarlo”, che “in tale periodo da quell’utenza sono partite telefonate a varie agenzie pubblicitarie che hanno prodotto servizi di campagna elettorale per il Senatore citato”; che le bollette telefoniche dell’utenza cellulare vennero pagate dalla Fideco di Proietto; che l’utenza fissa xxxx “risulta intestata a tale società FAB srl, avente come sede la stessa della Fideco e come oggetto attività analoga a quella della citata Pro.Chi. E che vede come amministratore unico il figlio del Proietto Andrea e cioè Proietto Stefano, nato a Tunisi il 23 luglio 1961”; “è opportuno precisare che un’altra utenza telefonica (xxxx) comunemente usata come indirizzo telefonico della segreteria politica del senatore Calvi è un realtà intestata alla FAB srl già citata”; “l’ubicazione di tale impianto Sip è sito all’interno della segreteria politica del senatore Calvi e cioè in via Cairoli 13 o 16 (vecchia e nuova numerazione). Tuttora tale utenza viene utilizzata per lo svolgimento di affari riguardanti l’operato politico del senatore citato, che l’indirizzo utilizzato come segreteria politica dell’allora vicepresidente della commissione antimafia era stato acquistato da Andrea Proietto; che l’utenza Enel dell’immobile citato – di proprietà di Andrea Proietto e utilizzato come sede della segreteria politica del senatore Calvi – era pagata dalla società Roma Cine TV srl, con sede in via Panama 11, Roma. Da fonti aperte la società era all’epoca socio di riferimento dell’emittente televisiva GBR, i cui uffici era situati allo stesso indirizzo di Via Panama 11; anche l’utenza telefonica xxx era intestata alla società Roma Cine TV e attestata in un ufficio all’interno 4, primo piano dell’immobile di Latina; Piercarlo Giorgi, segretario del senatore Calvi, aveva utilizzato come “appendice della segreteria politica del senatore in argomento anche quell’immobile, attualmente sede dell’emittente televisiva Gbr”; secondo la DIGOS l’utenza telefonica xxx era utilizzata per l’attività politica del senatore Calvi; Sergio Fraulin, già dipendente della Pro.Chi., e dipendente della citata FAB srl al momento della redazione dell’informativa della Digos, era stato in passato autista a tempo pieno del senatore Maurizio Calvi; il già citato Piercarlo Giorgi, “notoriamente conosciuto a tutti i livelli come segretario del senatore Calvi”, risultava a sua volta dipendente della Ecologica Tirrena, avente sede ad Anzio; rappresentante legale della società era Stefano Proietto, figlio di Andrea Proietto; l’autovettura Citroen CX Pallas, utilizzata secondo l’interrogazione dell’onorevole Giulio Maceratini dal senatore Maurizio Calvi e oggetto di un furto avvenuto a Latina il 11 aprile 1989, era intestata alla citata Ecologica Tirrena; in un’intervista rilasciata il 19 febbraio 1993 in risposta all’interrogazione citata, il senatore Maurizio Calvi sosteneva rispetto all’automobile Citroen: “Quell’auto non l’ho mai avuta in possesso, mi è stata prestata in maniera contingente”. Annota la Digos che sull’automobile poi rubata vi era installato un telefono radiomobile (utenza xxx) intestato al senatore e che quindi fosse poco credibile la versione del prestito contingente e momentaneo”. Tra gli atti acquisiti dalla commissione non vi è traccia di successive indagini o di deleghe specifiche da parte della autorità giudiziaria. L’informativa della squadra mobile di Latina del gennaio 2013, dopo aver riassunto quanto era emerso nel corso delle indagini del 1994, ha quindi evidenziato: “Da quanto descritto sono emersi univoci elementi informativi circa contiguità, non meglio specificate, se non per ciò che riguarda rapporti di lavoro di collaboratori del senatore Calvi (Giorgi e Fraulin) con società riconducibili alla famiglia Proietto. E’ plausibile ritenere che i predetti collaboratori fossero remunerati dalle società riconducibili ai Proietto. Altro particolare che rileva è il fatto che i Proietto nel periodo in cui hanno gestito la discarica avessero chiesto, ed ottenuto un ampliamento della stessa, da 5 a 42 ettari, da parte del presidente della regione Lazio. Il Presidente pro tempore è stato identificato in Santarelli Giulio, anch’egli esponente del partito socialista come il senatore Calvi”. I commissari aggiungono infine che “il citato Giulio Santarelli aveva preceduto nella guida della regione Lazio Bruno Landi, politico dello stesso partito. Fu lo stesso Landi ad autorizzare, come abbiamo visto, l’utilizzo dell’invaso ex 2B di Borgo Montello per accogliere i rifiuti pericolosi; durante il suo mandato la Pro.Chi. della famiglia Proietto ha poi visto ampliare il volume d’affari, fino alla cessione delle quote alla famiglia Maruca. Bruno Landi alla fine degli anni ’90 entrerà nel management del gruppo Cerroni, fino ad arrivare alla nomina di amministratore delegato della Ecoambiente S.r.l., uno dei due attuali gestori”.

 

A PAGINA 12 – “LE CONCLUSIONI”