Tragedia di Chiaia di Luna, al Comune un risarcimento “mini”

Tragedia di Chiaia di Luna, al Comune un risarcimento “mini”

Sedici anni non sono stati sufficienti per definire i diversi procedimenti giudiziari aperti per la morte di Alessandra Pioli, 26 anni, turista di Lucca, che perse la vita il 19 settembre 2001 colpita da uno dei massi staccatisi dalla falesia di Chiaia di Luna. E il Comune di Ponza recupererà solo spiccioli dopo le spese che ha dovuto affrontare per quel dramma.

Un anno fa la Corte dei Conti del Lazio ha infatti condannato l’ex sindaco Mario Balzano e l’allora responsabile dei lavori pubblici, Antonino Feola, a risarcire al Comune oltre 161mila euro, ma i due hanno fatto appello e chiesto la definizione agevolata del giudizio, una sorta di patteggiamento che consente un notevole sconto sul risarcimento dovuto. Balzano ha così definito la sua posizione pagando 24.939 euro, mentre Feola deve ancora chiudere la vicenda.

Quest’ultimo ha pensato di cavarsela versando solo 4.939 euro al Comune, a parziale compensazione di un credito che vantava nei confronti dell’ente, ma i giudici contabili d’appello non hanno accettato tale forma di definizione del giudizio e ordinato a Feola di pagare quanto previsto, ovvero altri 20mila euro, entro trenta giorni.

Un risarcimento relativo a parte della provvisionale concessa ai genitori e alla sorella della vittima, che il politico e il dipendente comunale non hanno mai pagato, facendo diventare quella somma un debito fuori bilancio per l’ente pubblico isolano. Una provvisionale diventata definitiva con la sentenza di Cassazione del 2012 e che l’anno successivo il Tar obbligò il Comune a pagare, essendo l’ente responsabile in solido con Balzano e Feola.

 

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