Itri, presepe dei passionisti dedicato ai poveri e ai bisognosi

Itri, presepe dei passionisti dedicato ai poveri e ai bisognosi

Il presepe per il Natale 2017, realizzato nella nostra Chiesa di Santa Maria di Loreto in Itri, chiesa dei padri passionisti, è dedicato ai poveri e bisognosi, accogliendo l’invito di Papa Francesco di fare di questo Natale, dopo la celebrazione della prima giornata mondiale dei poveri, una festa dei poveri, con i poveri e per i poveri”, è quanto dichiara padre Antonio Rungi, vice-superiore della comunità passionista di Itri-Civita, nel presentare il presepe appena ultimata.

“La realizzazione del bellissimo presepe è ingegno ed opera dell’artista locale, Antonio Lebone, nostro collaboratore -afferma padre Rungi – un vero esperto ed appassionato delle cose d’arte nelle Chiese e per le Chiese della nostra cittadina. E’ pronto già da domenica prossima in quanto anche con questa artistica rappresentazione vogliamo fare il cammino verso il Natale, camminando verso la grotta di Gesù come i vari personaggi del presepe e considerando le varie situazioni personali di chi avverte la necessità spirituale di incontrarsi con Cristo in questo Natale 2017”.

Il presepe, stile tradizionale, ispirata alla scuola napoletana, è composto da vari pastori oltre 100, da tantissime case, casette e locali realizzati e rendere più bella la scena della natività, posa all’inizio del grande presepe e ben visibile, dominando l’intera panoramica del presepe artistico.

Si continua così un’antica tradizione che parte proprio dai primi anni di presenza passionista ad Itri, quando, nell’immediato secondo dopo guerra si faceva il presepe nella Chiesa dei Passionisti. Tradizione mai interrotta, curata dai religiosi passionisti e dai laici vicini alla comunità passionista di Itri.

“In questo anno 2017 – sottolinea padre Rungi – abbiamo scelto come tematica della artistica rappresentazione le povertà nel mondo, partendo proprio dalla povertà, dalla semplicità, dalla gioia della grotta di Betlemme e dalla nascita di Gesù. Ci auguriamo che questo nostro presepe ispiri tutti i cristiani che verranno a visitarlo e si confronteranno con le immagini e le situazioni rappresentate nel presepe, un ulteriore motivo, un vero incentivo spirituale e di estetica cristiana a fare il bene e a farlo concretamente, non solo a parole ma con i fatti e nella verità.

Anche la semplice meditazione personale davanti al presepe -conclude padre Rungi – può ispirare i cristiani ad aumentare il livello di produttività delle opere di bene che si devono estendere soprattutto a chi non ha davvero niente. E l’Italia, oggi, attraversa un momento difficile e con l’aumento di poveri, soprattutto tra i giovani che non hanno lavoro e non hanno un minimo reddito. Famiglie sempre più povere nel nostro paese, che uniti alle varie emergenze come i tanti fratelli extra-comunitari presenti in Italia che vanno accolti ed aiutati, ci pongono, tutti indistintamente, davanti alle gravi miseri e povertà di ogni genere che dobbiamo sentire più nostre e risolvere in qualche modo, partendo dall’annuale ricorrenza del Natale per estendersi a tutto l’anno. La realizzazione di un presepe destinato al tema della povertà ci aiuterà a meglio operare nel campo dell’aiuto solidale verso chi non ha nulla o quasi nulla in Italia e nel mondo”.

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