Fondi, appalto “spezzatino” per l’adeguamento dello stadio: tutti assolti

*Lo stadio 'Purificato'*

 

Nessun atto illegale, per l’appalto “spezzatino” legato all’adeguamento dello stadio comunale di Fondi: nella mattinata di oggi, giovedì, il processo di primo grado davanti al Tribunale di Latina si è concluso con la piena assoluzione di tutti gli undici imputati, tra tecnici e imprenditori. Principale accusato, il dirigente comunale del settore Lavori pubblici Martino Di Marco, cui veniva contestato il reato di abuso d’ufficio, oltre che di peculato, per via di alcuni compensi relativi a un fondo d’indennità di progetto, circa 5mila 500 euro suddivisi con alcuni dipendenti del Comune.


Il Tribunale di Latina

La vicenda ruotava attorno al restyling dello stadio utilizzato dalla squadra di calcio di casa. Al termine della stagione 2009-2010 i rossoblù del Fondi vennero promossi tra i professionisti della Lega Pro, e si rese quindi necessario un veloce adeguamento dell’impianto sportivo intitolato a Domenico Purificato, a partire dal campo di gioco. Tra il 2010 e il 2011 – a tenere le redini del Municipio c’era il commissario prefettizio Guido Nardone – largo quindi a una serie di interventi dal costo complessivo di poco più di un milione di euro, primo tra tutti la posa di un manto di erba sintetica costato 500mila euro. Una messa a norma attuata seguendo la strada degli affidamenti diretti mediante frazionamento, mettendo quindi da parte l’indizione di una gara pubblica. Proprio questa mossa, a finire sotto accusa: per la Procura di Latina evitando il frazionamento i costi totali sarebbero stati ben inferiori, per chi si occupò di quell’iter vista l’urgenza dell’adeguamento non si poteva fare altrimenti.

L’avvocato Avallone

La pubblica accusa, rappresentata dal pm Giuseppe Miliano, aveva chiesto nei confronti dell’architetto Di Marco una pena di cinque anni e un mese, e contestualmente due anni a testa per gli altri dieci imputati, ovvero il direttore dei lavori Filippo D’Angelis ed i titolari di diverse ditte esecutrici dei lavori finiti in aula, che rispondevano del solo reato di abuso d’ufficio. Alla fine il giudice Pierfrancesco De Angelis ha dato ragione alle difese, in primis a quella di Di Marco, rappresentata dagli avvocati Pierluigi Avallone e Corrado De Simone. Schiarita per il dirigente comunale, effetto domino per le posizioni di tutti gli altri. In primo grado il processo si è concluso con tutti gli imputati assolti con formula piena, perché “il fatto non sussiste”. Tra i componenti del collegio difensivo, oltre ad Avallone e De Simone, gli avvocati Francesco Di Ciollo, Luigi Antonio Panella e Massimo Basile. “Abbiamo visto riconosciuta in pieno la nostra linea, e dunque la regolarità dell’operato dell’intero percorso che portò all’adeguamento”, ha commentato a caldo Avallone.