Privato della libertà per oltre un anno e poi assolto: risarcimento confermato

Privato della libertà per oltre un anno e poi assolto: risarcimento confermato

Risarcimento confermato per Alessandro Sinisi, 34 anni, di Borgo Grappa, volto noto alle forze dell’ordine, arrestato il 13 marzo 2012 e privato della libertà per oltre un anno, fino al 13 maggio 2013, per una vicenda da cui è risultato poi estraneo.

Il giovane era stato accusato di aver aggredito, alla fine del 2011, un 25enne, in quanto quest’ultimo avrebbe avuto una relazione con una ragazza già fidanzata con un suo parente. Secondo gli inquirenti, Sinisi aveva minacciato il giovane, lo aveva costretto a salire sulla sua auto, sequestrandolo, e quando quest’ultimo era riuscito a fuggire, lo aveva raggiunto e ferito a colpi di manganello.

Condannato in primo grado, l’imputato era stato assolto in appello per non aver commesso il fatto. E il 24 novembre 2016, con un’ordinanza, accogliendo il ricorso di Sinisi, la Corte d’Appello di Roma gli ha riconosciuto un risarcimento per l’ingiusta detenzione subita.

Un provvedimento impugnato dal procuratore generale, ma ora confermato dalla Cassazione, che ha rigettato il ricorso dell’accusa. I giudici hanno specificato che sin dal momento dell’interrogatorio di garanzia Sinisi aveva fornito un alibi che dimostrava come fosse impossibile che fosse presente stato sul luogo della denunciata aggressione, alibi confermato poi da una serie di testimoni e a cui si aggiungono le discrasie nel racconto della presunta vittima e i dubbi sulla genuinità del riconoscimento fotografico compiuto dal 25enne.

“L’interessato – ha sottolineato la Cassazione – aveva fornito un alibi certo, non falso, e non era stato creduto. Di qui l’esclusione di un comportamento colposo, non potendosi ravvisare alcuna reticenza o mendacio”.

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