Sabaudia, il contributo del Comitato al Piano del Parco del Circeo

Sabaudia, il contributo del Comitato al Piano del Parco del Circeo

“Questo Comitato, costituitosi a livello nazionale da oltre un anno e del quale lo scrivente è stato il promotore a Sabaudia, ha nel proprio programma l’attuazione dei diritti costituzionali partendo dal basso”.

E’ quanto si legge nella nota a firma di Franco Brugnola, promotore del Comitato di Sabaudia Attuare la Costituzione.

Assume quindi una particolare valenza la partecipazione al processo di approvazione del Piano del Parco Nazionale del Circeo che può contribuire validamente a ripristinare il pieno rispetto di alcuni diritti costituzionali e costituire un potente strumento per uno sviluppo sostenibile e duraturo di tutta l’area.

Allo scopo di contribuire alla migliore approvazione del Piano del Parco è stato inviato un documento all’Ente Parco e al Comune di Sabaudia per evidenziare lo stato di attuazione di alcuni diritti costituzionali e le proposte di miglioramento del Piano e della VAS nell’ottica di un processo condiviso per la qualità della vita dei residenti e dei servizi offerti ai turisti.

Si tratta di un documento articolato in quattordici punti che trattano del valore del Parco come interesse pubblico ai sensi del R.D.L. 285/34 e delle norme conseguenti, del diritto dei cittadini a partecipare alle scelte che riguardano il loro territorio, del diritto al paesaggio, all’ambiente e al verde (art. 9 della Costituzione), del diritto alla salute (art. 32 della Costituzione) messo a rischio dall’inquinamento prodotto dall’uomo, del diritto allo sviluppo sostenibile, del diritto all’accesso al mare, del diritto alla fruibilità del Parco resa spesso difficile se non impossibile specialmente per le persone diversamente abili, ecc.

Nel documento si parla anche del Regolamento del Parco nel quale potrebbero trovare posto alcune deroghe al Piano stesso, eventualmente a tempo, per consentire una transizione morbida verso alcuni degli obiettivi del Piano e del Piano economico sociale, che dovrebbe consentire di individuare i progetti da realizzare, di quantificarli e di poter quindi reperire le somme necessarie tramite la regione e la U.E. per creare anche molti posti di lavoro.

Nella proposta viene affrontato il problema dell’organizzazione che dovrebbe presiedere alla realizzazione del Piano e che potrebbe coinvolgere in maniera continua tutti gli enti locali e non: dalla Provincia alla ASL, alla società Acqualatina, all’ Area decentrata agricoltura Latina, all’ARPA Lazio, all’ Ispettorato Nazionale Lavoro, ecc.

Viene suggerita anche la realizzazione di un vero e proprio cronogramma con i tempi definiti per l’avvio e il completamento di alcuni interventi.

Infine, e non poteva mancare, c’è la proposta di approvare un Piano della comunicazione per informare correttamente i cittadini sui contenuti del Piano e sulle opportunità di sviluppo contenute”.

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