Chiusura del Punto di primo intervento di Gaeta: Rifondazione si mobilita

Punti di Primo Intervento, ex Pronto Soccorso a Gaeta

Purtroppo avevamo ragione in merito al destino del Punto di Primo Intervento di Gaeta e di altri sei della provincia. Con Decreto del 5 luglio 2017 la Giunta regionale Zingaretti ne ha definitivamente deciso la chiusura entro il 31 dicembre 2018”.

La denuncia del circolo “Mariano Mandolesi” di Rifondazione comunista Gaeta.

“Del resto non serviva la sfera di cristallo visto che gli unici atti ufficiali esistenti non dicevano nulla di diverso già più di un anno fa, come abbiamo a lungo denunciato. Purtroppo avevano ragione i quasi 2000 cittadini che in poco tempo sottoscrissero la petizione promossa dal ‘Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta’ per scongiurare tale possibilità, inviata a Presidente della Regione, Direttore Generale della Asl e Ministro. E avevano ragione coloro i quali, non fidandosi delle false rassicurazioni del sindaco, scesero in piazza il 22 ottobre del 2016 per difendere il nostro nosocomio.

Ora non resta che riprendere la lotta per fermare questa gravissima decisione e costringere i suoi autori a fare marcia indietro. Il primo passo da fare in questa direzione tuttavia è la denuncia dei responsabili di quanto accade. Tutti devono sapere chi sono i mandanti e gli esecutori dell’omicidio che si sta perpetrando contro ciò che resta del nostro ospedale.

L’asse PD-Forza Italia, coautore delle stesse politiche di distruzione della sanità pubblica e ben rappresentato a Gaeta da un’alleanza che ha visto addirittura uniti i due partiti in occasione delle ultime elezioni comunali è il primo imputato reo confesso.

Numerosi i complici come Scinicariello ed il suo raggruppamento, che non si sono limitati ad estraniarsi dalla protesta cittadina come altri ma hanno addirittura manifestato tutta la propria sintonia con Zingaretti e le sue politiche anche incassando il suo aperto sostegno elettorale.

Le maggiori responsabilità a livello locale sono però senza dubbio da addebitare al sindaco da poco rieletto, alla sua maggioranza ed al dottor Gennaro Dies, oggi presente in Consiglio comunale.

Nemmeno i peggiori amministratori della storia avrebbero mostrato la loro stessa passività rispetto alla chiusura illogica e prepotente dell’ultimo importantissimo tassello di ciò che resta dell’ospedale della propria città. Loro tuttavia si sono spinti ben oltre.

Mentre i cittadini si mobilitavano per impedire che un fatto tanto grave accadesse Mitrano e Dies hanno riempito per mesi le pagine dei giornali di comunicati nei quali si negava completamente l’evidenza, si affermava l’assoluta infondatezza dei timori sul destino del nostro Primo Intervento, si parlava addirittura di potenziamento dei servizi offerti dal “Di Liegro”, si pontificava in merito alla buona sinergia istituzionale con la Asl e si elargivano attestati di stima e piena sintonia con il Direttore Generale Casati.

Non occorrono citazioni, poiché nell’era di Internet chiunque può facilmente verificare in prima persona le affermazioni rilasciate da Mitrano e dal dottor Dies nel periodo della mobilitazione.

Sconcerta chiunque, alla luce di esse, dover constatare come questi ultimi non pensassero evidentemente alla difesa di un servizio cittadino così importante e vitale ma piuttosto a rabbonire i residenti e spegnere il fuoco delle contestazioni per favorire quanto deciso. Un simile comportamento può essere spiegato solo in due modi: O i due condividono la chiusura del nostro PPI e la sostengono, oppure la loro ingenuità ed incompetenza è giunta ad un punto tale da fargli credere in rassicurazioni che non avrebbero convinto nessuno. Nel secondo dei casi ci saremmo dovuti attendere ora reazioni durissime e indignazione espressa pubblicamente nei riguardi di Casati, prima ancora che dello stesso Zingaretti, cosa che allo stato attuale non ci risulta assolutamente.

Non si tratta di un caso, visto che PD e Forza Italia rappresentano ormai un unico asse, che hanno appena vinto insieme le elezioni comunali nella nostra città e che di conseguenza si scambiano favori e sostegno.

Non è un caso se anche di fronte ad una notizia tanto grave e rilevante nessuno commenta o rilascia dichiarazioni pubbliche, poiché tutti sanno di essere in un modo o nell’altro collusi. Allo stesso modo non è sicuramente casuale che il decreto in questione sia giunto subito dopo le ultime elezioni amministrative come da noi preannunciato, a tutela dello stesso asse PD- Forza Italia. Ciò alla luce del fatto che si è votato in diversi dei comuni colpiti dal provvedimento e che una decisione tanto impopolare avrebbe sicuramente condizionato in modo negativo il risultato dell’asse politico in questione. Chiedere le dimissioni immediate di Mitrano e di Dies alla luce delle proprie gravi responsabilità in una vicenda tanto importante sarebbe purtroppo inutile. A noi non resta che riorganizzare la resistenza contro un provvedimento inaccettabile che lede pesantemente il diritto alla salute dei cittadini gaetani”.