La sughereta di Monte San Biagio continua a morire per il parassita killer. Ma il Comune è fermo al palo

La sughereta di Monte San Biagio continua a morire per il parassita killer. Ma il Comune è fermo al palo

Il circolo Legambiente Monte San Biagio, per bocca della responsabile Paola Marcoccia, torna sulla questione del polmone verde del paese, la sughereta di San Vito, da tempo minacciata dal “parassita killer”, il Phythoptora cinnamomi.

La situazione di deperimento di alcune zone della sughereta è nota ormai dal 2009 ma solo nel 2012, in seguito all’attività di monitoraggio condotte dal Dipartimento di Protezione delle Piante dell’Università dell’Università della Tuscia, è stata rilevata la presenza di diversi patogeni tra cui Phythoptora cinnamomi. Purtroppo anche una decortica scorretta (segnalata e documentata dal nostro circolo alle autorità competenti nel 2009) effettuata negli anni sulle piante da sughero ha contribuito a stressare le piante e a esporle maggiormente ad attacchi di eventuali patogeni. Anche altre associazioni hanno sollecitato interventi per risolvere il problema del deperimento delle querce. Nel 2015 in una nota il circolo Legambiente evidenziò alle autorità competenti che il deperimento della sughereta non sembrava attenuato anzi mostrava segni di sofferenza in una nuova area, in località Dupante.

Paola Marcoccia

Phythoptora cinnamomi è piuttosto termofilo e, dato l’aumento di temperatura degli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le temperature minime invernali, esso è considerato in fase di espansione negli ambienti caldo umidi di tutto il Mediterraneo. Purtroppo è difficile debellare il patogeno dalle aree infestate ma è certamente possibile prevenirne e limitarne la diffusione attraverso protocolli di lotta integrata, ampiamente individuati dagli enti preposti, che comprendono l’impedimento del movimento del suolo e della pianta infetta, l’attuazione efficace di drenaggi e canalizzazioni delle acque superficiali in modo da evitare i ristagni idrici e lo scorrimento incontrollato nelle aree colpite, interdire completamente l’accesso. Infatti i mezzi che vi transitano, il pascolo e l’uomo stesso, percorrendo il bosco per escursioni o per la raccolta di funghi, rappresentano un passivo mezzo di diffusione della malattia.

E’ chiaro che alcune di queste misure richiedono un finanziamento adeguato, come sottolineato di recente dal sindaco di Monte San Biagio Federico Carnevale. Tuttavia alcune misure di limitazione della diffusione del fungo, come la delimitazione chiara delle zone colpite e loro totale interdizione, si sarebbero potute già attuare senza particolari oneri. A noi risulta che ad oggi non sia stata emessa alcuna ordinanza sindacale specifica per l’interdizione delle aree colpite dal patogeno. L’unica ordinanza di interdizione, per il solo pascolo, di cui abbiamo notizia è la n.38 del 26 aprile 2017 e riguarda alcune zone della sughereta (ma non quelle colpite dal patogeno) in seguito al rinvenimento da parte dei guardaparco del Parco Ausoni di esche ricoperte da sostanze chimiche e pericolose per la popolazione e per la fauna.

Una prima richiesta di finanziamento per l’avvio delle opere di bonifica fu inviata dall’ente Parco Ausoni all’assessorato all’Ambiente della Regione Lazio già nel giugno 2012, senza alcun risultato. Lo scorso 5 giugno il Dipartimento Sistemi Aree Protette della Regione Lazio ha convocato un tavolo tecnico a cui ha partecipato anche il comune di Monte San Biagio. Nella riunione è stata comunicata la volontà della Regione di emanare dei bandi PSR per favorire la presentazione di progetti finalizzati alla risoluzione del problema. Lo scorso 11 luglio è stato in effetti pubblicato un bando denominato ‘Sostegno alla prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici’ e in cui possono rientrare anche gli interventi che il comune di Monte San Biagio non ha mai avuto la possibilità di avviare in base alle proprie risorse.

Il nostro circolo è stato ripetutamente criticato ed attaccato negli anni passati per la posizione assunta in merito alla sughereta, per alcuni addirittura ideologica e di parte. Le ultime dichiarazioni del sindaco Carnevale confermano invece che il problema sughereta esiste e non è un pretesto. E’ ormai concetto acquisito che la sughereta è patrimonio di tutti e che tutti sono preoccupati del suo stato di salute. Per questo, come associazione e senza la pretesa di assumere un ruolo che non ci compete, chiediamo che l’amministrazione comunale partecipi al bando e ci rendiamo disponibili a contribuire ad eventuali attività informative sul territorio, insieme ad altre associazioni, per sensibilizzare le persone sul tema. Diamo anche appuntamento in settembre per l’incontro pubblico sullo stato della sughereta che, a causa di impegni personali dei relatori invitati, abbiamo deciso di rinviare lo scorso luglio”.

 

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