Recuperata l’ancora di epoca romana dalle acque del Circeo (video)

Era stata avvistata alcuni giorni fa e questa mattina è stata recuperata. Stiamo parlando di un’ ancora in pietra di epoca romana risalente probabilmente al VI secolo a. C. rinvenuta a San Felice Circeo. Il reperto lungo oltre due metri e largo 40 centimetri circa è stato individuato nelle acque antistanti la costa del Circeo dal giornalista e scrittore Umberto Natoli, appassionato di archeologia subacquea autore nel recente passato di altre scoperte nella zona.

Un altro importante reperto si aggiunge a quelli già recuperati nelle acque all’ombra della Maga Circe. Questa mattina il sindaco Giuseppe Schiboni e il delegato ai Beni Culturali Angelo Guattari, hanno seguito personalmente le operazioni dell’associazione Asso Onlus e della Coop Circeo I. Sul posto anche la guardia costiera coordinata dal capo del circondario marittimo di Teracina Alessandro Poerio e dal comandante Mucciarelli.


LA NOTA DAL COMUNE:

“Il ceppo in pietra presumibilmente calcarea grande cm 200x30x18 databile intorno al VI sec. A.C. secondo il Prof. Filippo Avilia, archeosub incaricato di sovraintendere alle operazioni di recupero del recupero, era stato avvistato nei giorni scorsi da Umberto Natoli giornalista e fotografo appassionato di archeologia subacquea, al cui occhio allenato non era sfuggita la particolare forma di quell’oggetto che sporgeva parzialmente dal fondale marino, che cissà quanti altri sub avevano osservato distrattamente.
Con queste parole Natoli racconta la sue emozione nel rendersi conto di ciò che aveva davanti e come poteva esserci arrivato. ‘Forse un colpo di vento improvviso. Forse una cima che ha ceduto. Forse perché imprigionata irrimediabilmente sotto una roccia. Non lo sapremo mai. Non ci è possibile conoscere con esattezza, nella sua drammaticità, la storia di un’imponente ancora antica che il mare di San Felice Circeo ci ha regalato. Giaceva isolata, maestosa, stagliata in tutta la sua lunghezza di circa due metri, sul chiarore di una chiazza di sabbia che si apriva tra rocce sparse e posidonia. In un primo momento ho pensato solo a una strana somiglianza di una roccia con un antico ceppo di ancora in pietra, addirittura di tipo arcaico, considerati rarissimi. No. Non poteva essere. Sarebbe stato davvero un colpo di fortuna straordinario, ho pensato. E così ho proseguito il suo giro subacqueo con macchina fotografica, ma dopo qualche minuto, spinto dal dubbio che si faceva sempre più pressante, sono tornato a ripercorrere il tratto di fondale su cui ero passato. Ed ecco riapparire il disegno regolare, troppo regolare per essere casuale, di questo grande elemento in pietra. Gli occhi vanno sulla parte centrale, dove identifico con precisione l’incavo tipico dei ceppi antichi, sul quale veniva fissato un grosso trave in legno. Ogni dubbio svanisce. E’ proprio un’ancora di pietra antichissima e l’emozione prende il sopravvento. Chissà cosa trasportava e da dove veniva. All’epoca Roma era solo un villaggio di capanne, e le acque del Circeo erano percorse da Etruschi, Greci, Fenici, mentre a terra vivevano già da tempo i misteriosi abitanti dell’area delle mura ciclopiche. Questa scoperta aggiunge quindi un nuovo tassello e nuova luce al mosaico di conoscenze dei nostri antichi progenitori’.

Allertate dallo stesso scopritore le Autorità competenti si attivano per mettere in sicurezza il reperto, e dopo ulteriori verifiche sul posto, il primo agosto 2017 si procede al recupero del ceppo a cui sovraintende il Prof. Filippo Avilia, con il supporto tecnico dell’Associazione A.S.S.O. specializzata in operazioni di esplorazione e recupero di siti e reperti archeologici, con l’assistenza alla sicurezza a mare della Guardia Costiera di Terracina, la collaborazione logistica del Comune di San Felice Circeo e il supporto del Circeo Fishing Club e dell’Associazione Nautica Culturale e Sportiva del Circeo.
L’ancora è stata presa in carica dal Sindaco di San Felice Circeo Schiboni per le operazioni preliminari alla sua migliore conservazione, e in sintonia con il suo delegato ai Beni Culturali Angelo Guattari ha già espresso la volontà di chiederne l’affidamento definitivo alla Soprintendenza per esporla al pubblico assieme agli altri numerosi reperti recuperati nelle acque del Circeo, realizzando a breve un sito espositivo dedicato all’archeologia subacquea che andrà ad arricchire le dotazioni del grande Polo Museale del Circeo destinato a diventare il fiore all’occhiello del turismo culturale di San Felice entrando nel circuito internazionale di questo segmento del turismo in forte crescita”.