Servizio rifiuti tra abusi d’ufficio, frodi e truffe: al via il processo

Servizio rifiuti tra abusi d’ufficio, frodi e truffe: al via il processo

Al via il processo sulla gestione dei rifiuti a Ponza ai tempi della De Vizia. Il Tribunale di Latina oggi ha ammesso le prove e rinviato poi l’udienza per 15 imputati, tra imprenditori, funzionari comunali e politici, al prossimo 16 maggio, per ascoltare i primi testimoni.

Secondo gli inquirenti, tra il 2009 e il 2011, il servizio rifiuti sull’isola sarebbe andato avanti tra frodi e truffe, con la De Vizia Transfer che incassava denaro per attività mai svolte, senza vedersi infliggere alcuna sanzione dall’ente locale, ma ottenendo invece, grazie all’avallo dei pubblici amministratori e dei funzionari dell’ente locale, attestazioni sulla regolarità della gestione dell’appalto. Intanto i rifiuti venivano raccolti a singhiozzo, la differenziata restava al palo, gli operai non venivano pagati, il personale impiegato per svolgere le varie attività era insufficiente, i cassonetti non venivano lavati e le strade non venivano spazzate. Ma c’è di più, secondo gli inquirenti tanti sono stati gli illeciti tra il 2009 e il 2011, ma il primo illecito sarebbe da individuare nella stessa gestione della gara, portata avanti a colpi di abuso d’ufficio, escludendo illecitamente alcune ditte partecipanti e avvantaggiando la De Vizia.

Sono finiti così imputati i vertici della società, Vincenzo e Nicola De Vizia, i manager dell’azienda, Antonio Baris, di Esperia, e Antonio Avellino, quest’ultimo poi arrestato anche nell’ambito dell’inchiesta “Tiberio”, l’ex sindaco Pompeo Rosario Porzio, i politici Mario Pesce, Ettore Di Meglio, Giuseppe Mazzella, appena nominato dal sindaco Ferraiuolo assessore al commercio, personale, cimitero e anagrafe, Lucia Anna Vitiello, Benedetto Sandolo e Silverio Capone, il funzionario comunale Fausto Balzano, e i commissari di gara Pasqualino De Tata, Vincenzo Ialongo, di Itri, e Tonia Vaglioni, di San Felice Circeo.

A stabilire cosa esattamente è accaduto a Ponza in quegli anni, nell’epoca che passerà poi alle cronache come quella della “cricca”, dovrà essere il Tribunale di Latina.

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