Usura e tentata estorsione, a giudizio Morosillo “il benefattore” e Liburdi

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Accusati di usura e tentata estorsione nell’ambito dell’inchiesta “Interessi zero”, culminata con gli arresti dello scorso anno, il settantenne setino Pietro Morosillo, detto Puppo, e il 48enne Giuseppe Liburdi, sono stati rinviati a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario.

I due, difesi dall’avvocato Angelo Palmieri, dovranno comparire davanti al Tribunale il prossimo 22 novembre e dovranno rispondere anche di esercizio abusivo dell’attività finanziaria.


L’inchiesta “Interessi Zero” è partita dalla denuncia presentata da un uomo che si sarebbe visto costretto a sborsare 26mila euro per acquistare una cameretta, essendo i 2400 euro chiesti ad un “benefattore” di Sezze velocemente aumentati di un 20% al mese fino a raggiungere la cifra record. Ma le vittime sarebbero state diverse. Morosillo sarebbe stato colui che aveva il compito di contattare le vittime e di intervenire con minacce di ritorsioni in caso di mancato pagamento, mentre Liburdi avrebbe avuto il compito di mettere in atto attività estorsive. Un uomo sarebbe stato anche costretto a cedere la propria casa a Morosillo per poi tornarci a vivere in affitto.