Crisi idrica: Articolo Uno Formia e i dubbi sui dissalatori. Dall’ipotesi inquinamento ai costi

E si torna a battere sull'acqua pubblica: "La ripubblicizzazione diventa sempre più urgente"

Crisi idrica: Articolo Uno Formia e i dubbi sui dissalatori. Dall’ipotesi inquinamento ai costi

“Il dibattito cittadino sul tema della crisi idrica che sta colpevolmente abbattendosi sulla nostra città e su tutto il sud pontino è in questo momento incentrato sull’ipotesi dei dissalatori. Ci uniamo con forza a chi ha già espresso perplessità forti e valutazioni negative riguardo tale prospettiva. Non possiamo esimerci dal riproporre con tutto il fiato che abbiamo che la ripubblicizzazione dell’acqua diventa sempre più urgente e assume sempre più i lineamenti di una battaglia di civiltà che dobbiamo continuare a combattere, contro ogni tentativo di dilatare nel tempo il problema”.

Lo scrivono dal coordinamento di Formia di Articolo Uno – Movimento democratico e progressista. 

“Non vorremmo che la mancanza di acqua nel corso di questa stagione e il proliferare di proposte per tamponare la gravità della congiuntura possa volutamente spostare l’attenzione dal tema principale: le responsabilità gravi di Acqualatina, in quanto gestore del servizio idrico, e la necessità di restituire all’acqua il suo valore di bene pubblico e garantito.

Considerate soprattutto le caratteristiche del nostro territorio e la ricchezza di acque e di importanti sorgenti di cui è dotato, la eventuale installazione di dissalatori appare del tutto impropria, inadeguata, e tra l’altro, immaginiamo, che sia di non immediata realizzazione.

Pur comprendendo certamente che si sta operando in un clima di totale emergenza, riteniamo che non sia questa la soluzione migliore. Inefficace e inevitabilmente non esauriente il risultato che si otterrebbe, certamente al di sotto delle esigenze che le dimensioni della situazione di ‘siccità’ richiederebbe.

Peraltro, considerate le condizioni della rete idrica e le dispersioni che naturalmente rimangono, ci chiediamo, quanta di quell’acqua recuperata attraverso desalinazione possa realmente raggiungere i rubinetti delle nostre case. Preoccupano altresì le complicazioni e le conseguenze in termini di impatto ambientale e di consumo energetico che comporterebbero i dissalatori.

Un modello generico di dissalatore

Formia e la sua costa, già oppressa da forme diverse e importanti di elementi inquinanti, e di per sé globalmente fragile nel suo ecosistema, non potrebbe sopportare anche questo. Nessun tecnico ci ha finora rassicurato sulla loro innocuità in termini di inquinamento. Nel corso del trattamento dell’acqua marina, gli elementi residui, compresa la componente salina, che i desalinatori producono, dove vanno a finire? Come vengono smaltiti? In quale discarica? E con quali conseguenze? quale il potenziale inquinante? Un ecosistema marino come il nostro in un’area classificata sensibile, non può essere ulteriormente martoriato , anche se le ragioni rientrano in una logica di emergenza.

Comprendiamo e condividiamo le preoccupazioni dei balneatori di Formia (già sottoposti quest’anno, insieme a tutti gli operatori del commercio e del turismo, a gravi difficoltà) per la possibile ricaduta negativa sulla qualità del mare al quale sono legate le attività di balneazione.

Non vorremmo, inoltre, che si consumassero, giustificate dalla realtà contingente di assenza di acqua, altri affari economici. Avallare tale ‘opportunità’ sarebbe una grave colpa per la città e per tutti. Anche l’acquisto di acqua e il ricorso alle navi cisterna, il cui costo non è stato ancora reso noto, non può essere considerata una soluzione soddisfacente e, comunque, anche riguardo tale possibilità , chiediamo informazioni certe in merito all’entità economica dell’operazione. E vorremmo anche sapere a carico di chi saranno tali costi. Sarebbe una beffa se tutto questo, ancora una volta, dovesse gravare sulle bollette dell’acqua, pagate dal cittadino.

Incontreremo la Regione Lazio che ha giustamente proclamato lo stato di calamità, capiremo le intenzioni e non saremo disponibili con nessuno (anche se della nostra stessa parte politica) ad accettare tentennamenti. Siamo costretti ad accettare soluzioni ‘tampone’ e temporanee, data la condizione di grande emergenza nella quale la popolazione è costretta a vivere e del dramma al quale sono sottoposte le potenzialità produttive, soprattutto quelle legate al turismo, della nostra città e di tutto il comprensorio.

Per noi, però, la battaglia sull’acqua pubblica rimane, dopo anni di inascoltati appelli e di impegno sul versante referendario, una priorità assoluta ed imprescindibile. Ribadiamo, infine, che la parte pubblica di Acqualatina, rappresentativa delle nostre comunità, debba stabilire una messa in mora di Acqualatina per questo assurdo ed ingiustificato disservizio che sta contribuendo all’impoverimento e alla svalutazione della nostra città e di tutto il comprensorio”.

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