Crisi idrica, il comitato per la Class Action contro Acqualatina vuole chiarezza

Problemi oggettivi oppure malagestione? Avanzata istanza di accesso agli atti tesa in primis ad acquisire la documentazione riguardante il Piano industriale

Crisi idrica, il comitato per la Class Action contro Acqualatina vuole chiarezza

Prosegue l’attività del comitato di avvocati per la Class Action Acqualatina, tesa all’acquisizione della documentazione utile a far luce sulle cause dei disservizi che esasperano oramai tutti gli utenti dei comuni serviti.

Lo rende noto il pool di legali composto da Massimo Clemente, Vincenzo Fontanarosa, Christian Lombardi, Patrizia Menanno, Orazio Picano, Chiara Samperisi e Annamaria Zarrelli.

“Il comitato intende fare chiarezza sui problemi che hanno generato l’attuale condizione ‘strutturale’ di carenza idrica, per verificare l’eventuale esistenza di condizioni di illegalità e/o di inefficienza connesse alla gestione di questo servizio pubblico primario ed essenziale da parte di Acqualatina S.p.A.

A tale scopo, oggi è stata ufficialmente trasmessa alla Società una formale istanza di accesso agli atti tesa ad acquisire tutta la documentazione riguardante, per ora, il Piano industriale ed il suo stato di attuazione, gli esiti dei controlli di legalità esercitati dall’organo interno di revisione, oltre ad una relazione sui giudizi pendenti e sul loro stato dell’arte.

La carenza cronica di acqua potabile dipende solo da problemi oggettivi e dalla congiuntura di cause esterne, oppure dall’azione omissiva e negligente del management di Acqualatina che rischia di sconfinare nella mala gestio di questo servizio pubblico fondamentale?”.

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