Sperlonga, operai comunali verso il licenziamento: “Scelta sbagliata per loro e per paese”

Sperlonga, operai comunali verso il licenziamento: “Scelta sbagliata per loro e per paese”

La maggioranza spende 1200 euro di soldi dei cittadini per chiedere a un avvocato se può mandare a casa cinque operai comunali. Vogliamo rispondere noi dell’opposizione, gratis e senza costi per le casse pubbliche. No, non può mandare a casa cinque dipendenti, padri e madri di famiglia che vivono nel nostro paese. Non può farlo da un punto di vista tecnico, non può farlo da un punto di vista politico, ma soprattutto è socialmente inaccettabile.

Nei giorni scorsi, spiegano dalla minoranza di Sperlonga Cambia, l’amministrazione comunale ha impegnato 1200 euro per incaricare un legale di esprimere un parere in merito alla messa in disponibilità – anticamera del licenziamento – di cinque lavoratori.

Mettere in mobilità cinque operai comunali, costantemente impegnati a garantire la pulizia e il decoro delle strade del nostro paese, significa mettere a rischio il futuro di cinque famiglie di Sperlonga e la decisione appare ancor più assurda alla luce delle carenze e delle criticità del servizio di gestione dei rifiuti. Da quando l’amministrazione comunale ha esternalizzato il servizio, infatti, il paese è sporco come non lo è mai stato, c’è immondizia ovunque e con le isole ecologiche ancora chiuse rischiamo di dover affrontare un’emergenza estiva peggiore di quella dello scorso anno. In questo contesto e di fronte alle inadempienze della ditta appaltatrice che si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti, il lavoro dei cinque dipendenti comunali appare non solo irrinunciabile, ma anche necessario per assicurare la pulizia e il decoro urbano. Basta fare un giro per il paese e vedere in che condizioni è ridotto per rendersene conto.

Avendo provato diverse volte a relazionarsi sia con gli organi politici sia con i responsabili degli uffici, dai quali continuano a non ricevere risposte chiare e precise, i dipendenti comunali ci hanno investiti della questione e di altre problematiche relative alla mancata corresponsione di alcune indennità cui hanno diritto. Il nostro gruppo consiliare si è attivato immediatamente e la consigliera Carla Di Girolamo ha accompagnato una delegazione degli operai che rischiano la mobilità a colloquio presso gli uffici comunali.

Carla Di Girolamo

“Ci troviamo di fronte a una situazione che è ai limiti dell’assurdo. L’amministrazione comunale decide di mettere in mobilità cinque operai di Sperlonga, ma allo stesso tempo assume una ditta esterna a chiamata per il servizio di svuotamento dei cestini nelle ore serali ad un costo di 5000 euro. Ai 1200 euro per l’incarico assegnato il 29 maggio scorso, inoltre, si aggiungono i 14 mila euro, di cui 8000 già liquidati, per un altro avvocato che si sta interessando del contenzioso in corso. L’amministrazione comunale spende, per ora, la bellezza di oltre 20 mila euro di soldi dei cittadini per mandare a casa gli operai che si occupano di tenere pulito il nostro paese”.
Nel novembre dello scorso anno avevamo presentato una mozione in consiglio comunale con la quale invitavamo la giunta a interrompere la procedura di mobilità e a trovare una soluzione alternativa che mettesse al sicuro il futuro dei cinque operai e delle loro famiglie. La nostra mozione, però, è stata bocciata.

“Ci chiediamo dove siano quello sconforto e quella preoccupazione che alcuni rappresentanti della maggioranza hanno dimostrato nei confronti dei dipendenti dell’hotel Ganimede, giustificando così le parole ingiuriose e offensive rivolte ai giornalisti che hanno raccontato dell’esecuzione del sequestro. Siamo stanchi di questi atteggiamenti, non ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B – ha concluso la consigliera Carla Di Girolamo – e investiremo della questione il Ministero del lavoro e il Ministero della Funzione Pubblica per chiedere una valutazione della legittimità di tale procedura”.

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