Fondi: ci sono le comunioni, il prete del Napoli inneggia al Real. Polverone dopo la finale Champions

Fondi: ci sono le comunioni, il prete del Napoli inneggia al Real. Polverone dopo la finale Champions

Mattinata di comunioni, a Fondi, domenica. E di scherzi da prete all’insegna del fede calcistica: dopo la débacle della Juventus contro il Real Madrid, che sabato sera ha schiantato gli “Strisciati” per 4 a 1 nella finale di Champions, nel bel mezzo della chiesa di San Francesco è spuntata la sciarpa dei “Blancos”. Chi era che inneggiava goliardicamente ai madrileni? Per quelli che conoscono l’ambiente della parrocchia nel cuore della città, non ci sarebbe nemmeno da chiederlo. Per gli altri, “mistero” svelato: era padre Massimiliano Scarlato, il parroco di casa, francescano d’origine partenopea tifosissimo del Napoli.

Il campanile di San Francesco

“Innamorato di Dio e tifoso del Napoli grato alla mia famiglia e a servizio del popolo di Dio”, si descrive sul proprio profilo Facebook. Da certe parti, del resto, se n’erano già accorti in tanti. Sia del suo amore per l’Altissimo, sia per quello per la squadra che fu del “D10s”, al secolo Diego Armando Maradona. Ad esempio un paio di anni fa, in occasione di un 2-1 del Napoli contro l’odiata (calcisticamente) Juve: nel post match, le campane di San Francesco suonarono a festa. Scatenando l’ironia, ma anche più di qualche punta di fastidio.

Padre “Max”

Come pure nell’ultima occasione. Lunghe ore di estasi pallonara, per il prete del Napoli. Sabato sera, terminata la finale dell’ultima edizione della Champions League, la sorridente “irruzione” in un noto ristorante fondano: armato di casacca azzurra personalizzata (“Padre Max”) e di sciarpa del Real, si è presentato “per consolare uno juventino”, diceva in un video subito diventato virale. Ovvero il titolare dell’attività, suo buon amico.

La stessa sciarpa del Real Madrid è ricomparsa il giorno dopo, questa mattina. Nelle stesse mani, però in un luogo diverso. Non il ristorante, ma appunto la chiesa di San Francesco, come anticipato. C’erano le comunioni, e, a margine del sacramento, dietro ai ragazzini ancora davanti l’altare e con la chiesa colma, ecco spuntare parroco e sciarpa. Ormai “famosa”.

Sì, perché quel gesto da tifoso buontempone, fatto peraltro da un prete amato e noto tra i parrocchiani tanto per spiritualità che per senso dello… spirito, nell’arco di poco sui social ha quasi scatenato un putiferio. In molti – juventini compresi – hanno inquadrato la trovata per quello che era quando è stata concepita: un innocuo sfottò, fatto in un clima sacro ma ritenuto familiare. Altri – non juventini inclusi – hanno invece bollato l’accaduto come un qualcosa di davvero inopportuno visto il contesto, se non addirittura indicibile. Dimenticando magari quando anni fa, nel silenzio generale, c’era chi dall’altare di qualche chiesa della Piana “sponsorizzava” senza troppe remore partiti politici. Qualcuno ha chiesto l’intervento di Papa Francesco, qualcun altro è arrivato a paragonare il francescano “a quelli dell’Isis”. Sono volate anche pesanti, ingiustificate offese personali. Roba da querela. L’ebbrezza da tifo del prete fondano in un attimo ha creato due fronti, accesissimi.

Per tentare di placare gli animi e mettere da parte le polemiche, è dovuto intervenire lo stesso padre Massimiliano, che mai avrebbe immaginato tanto clamore. “Chi non vive il contesto non comprende il contesto, con i bambini e i genitori in questi giorni più volte abbiamo scherzato in merito alla partita… Il sacramento è stato vissuto e celebrato con rispetto e in pienezza… La foto è la parte finale post celebrazione… Poi per altri chiarimenti o discussioni vi aspetto nel mio ufficio parrocchiale per guardarci faccia a faccia. Buona domenica”. Una piccola ma decisa sottolineatura a chiarire, prima di tornare ai propri compiti sacerdotali. Da preparare, abbondantemente smessi gli abiti del tifoso e indossato nuovamente il saio, c’era la messa serale.

A PAGINA 2 – LA PARTE FINALE DELL'”IRRUZIONE” NEL RISTORANTE (DELL’AMICO)

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