Parco Monti Aurunci, è ancora polemica sulla nomina del direttore

Parco Monti Aurunci, è ancora polemica sulla nomina del direttore

“In questi giorni continua ad essere oggetto di discussione la nomina del Direttore del Parco Naturale Regionale dei Monti Aurunci e tante sono state già le reazioni di sdegno, sia in ambito locale che nazionale, suscitate dalla terna dei candidati proposti. Infatti seppur individuati tra le centinaia di nominativi presenti nell’elenco regionale, è inconfutabile la loro non rispondenza con il profilo formativo e professionale previsto per guidare un ente di gestione di un’area protetta. E’ evidente a tutti come questo metodo, basato sul possesso di idoneità per il sol fatto di far parte di un albo regionale, non è più adeguato e pertanto bisogna lavorare affinché si possa al più presto giungere alla nomina di direttori in base ad un concorso pubblico sul modello, ad esempio, di quello individuato per i musei e i parchi archeologici nazionali”.

Lo scrivono Paola Marcoccia ed Angela Iannone, rispettivamente responsabili del circolo Legambiente “Serra Andresone” di Monte San Biagio e del circolo “La Ginestra” di Fondi, in una lettera inviata venerdì in Regione, all’attenzione del governatore Nicola Zingaretti, dell’assessore all’Ambiente Mauro Buschini, del direttore Ambiente Vito Consoli e del presidente del Parco Aurunci Michele Moschetta.

Paola Marcoccia

“La scelta della terna al di là del metodo contrastante con la normativa come più avanti rappresentato, risulta essere oltremodo non condivisibile se consideriamo che all’interno del mondo dei parchi, come nello stesso Ente Parco degli Aurunci, nel corso degli ultimi vent’anni si sono formate valide figure che, grazie anche all’investimento in termini formativi finanziati dalla Regione Lazio ed al trasferimento di know-how, presentano oggi un elevato ed adeguato profilo per assumerne l’importante e complicata direzione.

Michele Moschetta

Pertanto riteniamo che la previsione di nomina del direttore da parte del presidente della Giunta Regionale su proposta del solo attuale presidente dell’Ente Parco non sia praticabile e condivisibile perché si determinerebbe un evidente condizionamento politico della figura dirigenziale di vertice dell’ente stesso. La terna indicata dall’attuale presidente Moschetta, per di più, non permette infatti di differenziare i candidati per titoli, competenze ed esperienze concernenti la conservazione della natura e la tutela ambientale, vera ‘mission’ dei parchi.

Siamo convinti che la situazione che si è venuta a creare sia frutto della decisione monocratica affidata al presidente Moschetta.

La L.R. 06 Ottobre 1997, n. 29 (e successive modifiche) dice che:

Art. 24 ‘Il direttore dell’ente di gestione è nominato dal Presidente della Giunta regionale ed è scelto in una rosa di tre candidati, individuati tra i soggetti iscritti in un elenco regionale formato e disciplinato con deliberazione della Giunta regionale o, in subordine, tra i soggetti iscritti all’albo di cui all’articolo 9, comma 11 della l. 394/1991, così come modificato dall’articolo 2, comma 25 della legge 9 dicembre 1998, n. 426 (Nuovi interventi in campo ambientale), di cui uno designato su proposta del Presidente del consiglio direttivo e due designati su proposta del consiglio direttivo medesimo’.

Art. 14 dice  che ‘Il presidente del consiglio direttivo ne indirizza e coordina l’attività, tratta le questioni che gli sono delegate dal consiglio stesso e adotta i provvedimenti urgenti ed indifferibili di competenza del consiglio direttivo, che devono essere sottoposti alla ratifica di quest’ultimo nella prima seduta successiva (…) Nelle more della costituzione del consiglio direttivo, gli atti di ordinaria amministrazione nonché gli atti urgenti e indifferibili sono adottati dal Presidente del consiglio direttivo’. 

Infatti, pur essendo stabilito dalla legge che, in assenza del consiglio direttivo, gli atti di ordinaria amministrazione nonché gli atti urgenti e indifferibili sono adottati dal presidente, è anche vero che, nel caso specifico, sarebbe il consiglio direttivo, non ancora nominato, a dover ratificare a posteriori gli atti urgenti ed indifferibili assunti dal presidente. Ad ogni modo, la designazione della terna rappresenta un atto di alta amministrazione e pertanto, come tale, può essere assunto esclusivamente in maniera collegiale dal consiglio direttivo e dal presidente dell’ente di gestione. Ciò rende inevitabilmente centrale il ruolo del consiglio direttivo.

Pertanto, convinti che la scelta della figura del Direttore sia centrale e di fondamentale importanza per la gestione e crescita dei parchi dei nostri territori e che debbano esserne valorizzati i titoli e le competenze in campo naturalistico-ambientale e gestionale, si chiede l’intervento urgente del Presidente Zingaretti, dell’Assessore all’Ambiente, del presidente Moschetta e del Direttore della Direzione regionale competente, per modificare l’attuale anomala situazione. Crediamo che puntare ad una governance più democratica e, nello stesso tempo, chiedere maggiori titoli e provata competenza alle guide dei Parchi sia una grande sfida: per questo motivo si chiede di non procedere alla nomina del direttore del Parco dei Monti Aurunci, scelto nella terna individuata dal solo presidente attuale dell’area protetta, in quanto risulterebbe nulla, ma di  nominare e consentire l’insediamento del consiglio direttivo del Parco stesso, il quale, è l’organo dell’ente di gestione, insieme al Presidente, deputato a designare la terna”.

 

 

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