Latina, donna carabiniere “suicida” in Sicilia: incidente probatorio nella casa del dramma

Latina, donna carabiniere “suicida” in Sicilia: incidente probatorio nella casa del dramma

Un sostenuto dramma domestico ancora attentamente al vaglio da parte della autorità, quello che a fine febbraio ha visto la prematura morte della 32enne di Latina Licia Gioia, maresciallo dei carabinieri in servizio in Sicilia deceduta con un colpo di pistola in testa nella propria abitazione

Presunto suicidio che ha lasciato ferito il marito della donna, un 45enne poliziotto attinto da un colpo ad una coscia: secondo le sue dichiarazioni, sarebbe stato colpito mentre tentava di disarmarla e farla desistere dai suoi insani propositi, palesatisi al culmine di un litigio scaturito da una situazione di tensione coniugale.

Versione che gli inquirenti tenteranno di confermare sulla base dei rilievi tecnici: a fine settimana nella casa teatro dei fatti, a Siracusa, frazione Isola, è andato in scena l’incidente probatorio, alla presenza del giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato, dei consulenti nominati dalla Procura e di quelli della difesa del marito della 32enne, formalmente indagato per istigazione al suicidio e a cui si deve la richiesta del sopralluogo. Passaggio che “cristallizzerà” gli elementi per renderli poi utilizzabili come prova in un eventuale processo.

Nel frattempo, i carabinieri sono impegnati nell’analisi dei contatti intercorsi e dei messaggi che la donna scomparsa e il 45enne si eran scambiati nei giorni precedenti l’improvviso dramma.

 

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