Imprenditore ucciso: la bocca di rosa, il rapimento, i soldi. E il fermo della coppia di Fondi

“Già dai primi accertamenti – evidenziano dall’Arma – si aveva modo di acclarare che la vicenda presentava profili di particolare complessità, per cui oltre all’attivazione delle previste procedure per la ricerca di persone scomparse, veniva predisposto un articolato dispositivo investigativo, costituito dai carabinieri del Nucleo investigativo e della Compagnia di Latina, che consentiva di raccogliere circostanziati elementi di colpevolezza nei confronti dei due indagati e ricostruire le varie fasi dei delitti per cui si procede”.

“Elementi circostanziati” rappresentati in particolare dai flussi di denaro. Il giorno del sequestro e quello successivo, il 35enne e la 24enne avrebbero effettuato diversi prelievi presso uno sportello di Latina ed acquisti in un centro commerciale di Formia utilizzando bancomat, carta di credito e libretto dell’82enne vittima del sequestro divenuto mortale. Tentando anche il colpo grosso: “Avevano versato presso una banca di Fondi due assegni dell’importo di 25mila euro cadauno, estratti dal carnet sottratto all’Esposito, falsificandone la firma e gli altri elementi distintivi. La negoziazione non era andata a buon fine in quanto la banca ove era radicato il conto della ditta gestita dall’anziano imprenditore li aveva respinti avendo rilevato delle irregolarità nella compilazione”.


Loro a quanto pare a svuotare il più possibile i conti, il rapito isolato e in trappola. Con le forze dell’ordine che lo cercano affannosamente in lungo e in largo, senza purtroppo riuscire ad individuarlo per tempo: il corpo del sarto, che aveva lavorato anche per l’Arma dei carabinieri, è stato rinvenuto per caso nella serata del 24 marzo, la morte è presumibilmente avvenuta due giorni prima. “Asfissia meccanica violenta”, come anticipato in apertura, seppure non si sappia fino a quanto voluta. A quel punto, comunque, “gli indagati, avendo realizzato che era fallito il piano per attingere ulteriormente alle finanze dell’anziano imprenditore, si sono disfatti del cadavere”.

Dettagliata ricostruzione, quella degli investigatori, che potrebbe a breve essere corroborata da ulteriori elementi. Da martedì mattina, effettuati i fermi, i carabinieri hanno infatti dato luogo a diverse perquisizioni. Da quella presso l’abitazione della coppia nel centro urbano cittadino, a quella presso un terreno nella zona a mare, a Selva Vetere. Beni posti sotto sequestro per permettere il lavoro degli specialisti della scientifica, allo stesso modo delle autovetture del 35enne e della compagna.

Difesi dagli avvocati Maurizio Forte e Benedetta Orticelli, espletate le formalità di rito i presunti omicidi sono stati associati, rispettivamente, alle case circondariali di Latina e Rebibbia.

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