Elezioni a Gaeta, Crocco di Rifondazione: “Io, unico voto utile”

Il Comune di Gaeta

Benedetto Crocco, 44 anni, gaetano, nato a New York da italiani emigrati, dopo studi universitari economici, esperienze nel campo del giornalismo e alcuni anni di professione nel settore del piccolo commercio locale, ora svolge lavori stagionali e precari per vivere nella sua città. Divenuto segretario del nuovo circolo cittadino di Rifondazione Comunista che ha contribuito ad aprire cinque anni fa, è il candidato a sindaco di Rifondazione, sostenuto anche dai comitati di lotta cittadini come quelli per l’acqua pubblica, il diritto alla casa, l’ospedale e il controllo popolare sui lavori pubblici.

Benedetto Crocco_Gaeta
Benedetto Crocco

Cosa l’ha spinta a candidarsi alla carica di sindaco?


“Direi per prima la necessità di difendermi. A Gaeta c’è bisogno di dare rappresentanza politica a chi si trova in condizioni sociali simili alle mie e non trova più riferimenti nella classi dirigenti ma solo nepotismo e stagnanti consuetudini clientelari che hanno costretto in tanti ad emigrare o vivere sotto schiaffo. La mia candidatura è comunque frutto di un lavoro collettivo. Con Rifondazione e i Comitati siamo stati unici nel svolgere attività politica in modo costante sul territorio in tutto questo tempo, l’ultimo riferimento sempre disponibile per l’ascolto dei cittadini e la condivisione di scelte operative comuni. Da noi sono partite in questi anni tutte le campagne e manifestazioni politiche cittadine significative e spesso vincenti. Cinque anni di fatti e non cinque mesi di chiacchiere come fanno invece i tanti altri che compaiono sotto elezioni.”

Qualora venga eletto primo cittadino, quale provvedimento pensa potrà mettere in campo nei primi cento giorni di amministrazione?

“È più importante attuare nel tempo una serie di provvedimenti in grado di rivoluzionare gli equilibri fra le classi sociali in questa città, per scardinare soprattutto i privilegi oligopolistici delle solite “famiglie” locali e dei nuovi speculatori favoriti dalle privatizzazioni. Tuttavia ci sono dei punti significativi del nostro programma che si possono attuare subito a costi ridottissimi come l’istituzione dei comitati popolari di quartiere con ruolo nello stilare bilanci partecipativi, oppure la formazione di un osservatorio antimafia con particolare attenzione alle attività del porto.”

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