Primo botta e risposta tra candidati, Bianchi replica alla Gervasi

Primo botta e risposta tra candidati, Bianchi replica alla Gervasi

E’ di fatto il primo botta e risposta tra candidati. Prima l’intervento di Giada Gervasi che racconta il periodo pre sfiducia a Lucci ora la replica del candidato del Partito Democratico, Amedeo Bianchi che invece disegna un quadro diverso ed altri equilibri al tempo della sfiducia.

Amedeo Bianchi

Amedeo Bianchi

MONTA IL CASO SFIDUCIA “La candidata a sindaco per “Cittadini al lavoro”- commenta Bianchi-  rompe il silenzio e tra le altre dichiarazioni ce n’è una incompleta che si presta ad ambiguità. Mi riferisco a quella che fa risalire a febbraio 2016 la possibilità di porre fine all’amministrazione Lucci, occasione a cui gli altri di opposizione, come me, avrebbero la responsabilità di non aver dato seguito. Uno potrebbe pensare che si sia trattato di indulgenza se non di connivenza con Lucci ma Giada Gervasi sa perfettamente, anche se non lo dice, che la motivazione seria rispetto alla sua impazienza fu che una fine anticipata dell’amministrazione Lucci, se non fosse prima superata la metà del mandato, gli avrebbe consentito di ripresentarsi per la terza volta forte di un bottino di voti consolidato da destra a sinistra. Anzi, dalla delusione provata di non aver anticipato la fine della gestione Lucci si ricaverebbe la vera ragione della mancata firma della Gervasi alla sfiducia e l’impegno mantenuto ad associarsi al momento del voto”.

APPARENTAMENTI SFUMATI Una questione di tempistiche per il candidato del Pd che poi interviene anche sulla situazione di adesso e sulla questione apparentamento. ” L’altra affermazione – continua –  che lascia stupefatti è che la scelta di non apparentarsi, pienamente legittima, obbedisca  ad un codice etico, quasi che gli altri siano tutti compromessi con le precedenti gestioni e che in un regime democratico non sia consigliabile, anzi doveroso, ricercare accordi con forze affini per conseguire il bene della città. La presupposizione di essere autosufficienti numericamente per vincere e successivamente per governare potrebbe riservare amare sorprese e la cronaca di altre amministrazioni in difficoltà dovrebbe consigliare maggiore prudenza. Per quanto riguarda il Pd non ci siamo sottratti e non ci sottrarremo alle istanze di rinnovamento, che auspichiamo siano le più ampie possibili e non certo monopolio di qualcuno“.

Il primo scontro tra candidati è su questioni politiche, ma datate. Si parla ancora della sfiducia all’ex sindaco Lucci, una questione che evidentemente tra i tavoli della politica ancora non è ben risolta. Per la città invece si è risolta diversi mesi fa con il commissariamento.

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