Gli alunni del Pollione di Formia presentano il progetto “Je est un autre”

Gli alunni del Pollione di Formia presentano il progetto  “Je est un autre”

Nella giornata di venerdì 10 febbraio, gli alunni del liceo classico “Vitruvio Pollione” di Formia presenteranno il progetto “Je est un autre” in collaborazione con l’associazione deComporre: in mattinata l’incontro si svolgerà presso la palestra del Liceo, a partire dalle ore 10:30, e nel pomeriggio la manifestazione sarà aperta a tutti presso il teatro “Remigio Paone”, a partire dalle ore 18:30.

L’iniziativa, curata da studenti e docenti, si prefigge di lanciare un unico e significativo messaggio: la necessità dell’integrazione che, ai nostri giorni, è diventata ineludibile, in un mondo sempre più aperto e nel quale, tuttavia, i confini mentali e i pregiudizi razziali risultano più forti delle esigenze e dei problemi  reali.

Saranno presenti gli scrittori Felix Adado e El Hadji Malick Samb, autori, rispettivamente, della raccolta di poesia “Asole di vita” e del romanzo “Il Bel Paese”, accompagnati dalla responsabile della casa editrice deComporre, la dott.sa Sandra Cervone.

In preparazione dell’appuntamento, gli alunni si sono cimentati in quattro differenti laboratori a seconda degli interessi personali: nei laboratori di poesia e narrativa si è discusso sui testi che saranno presentati dai due scrittori, sottoponendoli a una accurata analisi critica incentrata su  temi d’attualità; nel laboratorio fotografico sono state prodotte alcune immagini a tema che verranno mostrate in occasione della giornata, mentre nel laboratorio di grafica si è provveduto alla realizzazione della locandina che promuove l’incontro.

Un’esperienza sicuramente formativa per i nostri ragazzi che si sono impegnati in prima persona, con interesse e dedizione, desiderosi di poter offrire il loro contributo all’abbattimento dei muri dell’ignoranza e del pregiudizio, con l’auspicio di costruire un futuro di solidarietà.

“Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi”

(Charles Evans Hughes)

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