Imprese Oggi: “Il mercato coperto di Fondi non è a rischio chiusura”

Mercato coperto Gioberti

A seguito dell’intervento pubblico dei Consiglieri Comunali del PD, secondo cui i pilastri centrali che sorreggono la copertura del mercato coperto di via Gioberti presenterebbero dei rigonfiamenti a causa dei recenti eventi tellurici, facciamo presente che il mercato è agibile e non c’è alcun rischio, né imminente né futuro, della sua chiusura”.

A renderlo noto attraverso una nota diffusa a mezzo stampa è Marrigo Rosato, segretario generale dell’associazione ‘Imprese Oggi’.


Marrigo Rosato, segretario generale dell'associazione
Marrigo Rosato, segretario generale dell’associazione

Ciò a diradare le voci e gli allarmi ingiustificati che hanno determinato negli ultimi 10 giorni un significativo calo delle vendite a danno degli operatori commerciali e produttori agricoli che svolgono la loro attività all’interno del mercato, conseguente ad un calo di frequentazione degli utenti.

Infatti a seguito delle prime verifiche effettuate dall’amministrazione comunale sembrerebbe che sia stato accertato che la struttura sia agibile e che non vi sono danni gravi conseguenti agli eventi tellurici, ma semplici scrostature superficiali agli intonaci che non determinano alcun pericolo alle persone ed agli operatori. Tuttavia, a scanso di ogni equivoco, ci giungono voci che si starebbe procedendo ad un esame tecnico più approfondito per ulteriori accertamenti coinvolgendo personale dotato delle necessarie qualifiche.

Le crepe in uno dei pilastri del mercato coperto
Le crepe in uno dei pilastri del mercato coperto

Sebbene comprendiamo le ragioni che hanno spinto i consiglieri comunali del PD a sollevare la questione – poiché il tema della sicurezza non può essere mai sottaciuto o sottovalutatoriteniamo inspiegabili le modalità con le quali si è intervenuto sollevando una problematica che a nostro avviso poteva essere affrontata con altre procedure che non avrebbero creato ripercussioni alle attività commerciali, ai produttori agricoli, e non avrebbero spinto gli utenti a ritenere “pericolosa” una struttura che invece potevano – e possono tutt’ora – frequentare con tranquillità per effettuare i loro acquisti“.