Cusani in manette: la terza sospensione, il corteo “fantasma” e la commissione Antimafia

LA MINORANZA CHIEDE DIMISSIONI DI MASSA

“Il sindaco, oltre ad esser un amministratore pubblico, è anche una persona inserita nel contesto sociale di una comunità, ha legami e affetti familiari. Se capita che un sindaco venga arrestato si innesca, quindi, un sentimento di vicinanza umana e di solidarietà che travalica le ragioni giuridiche o politiche, e che trova il suo unico fondamento nel senso di amicizia, amore e affetto. Non c’è nulla di sbagliato in questo. È umano, comprensibile e, per certi aspetti, condivisibile.


Marco Toscano
Marco Toscano

L’aspetto giuridico e quello politico, tuttavia, non possono essere sminuiti, ignorati o cancellati. Il sindaco di una comunità deve rispondere dei suoi comportamenti alla legge e ai cittadini che lo hanno eletto.
A Sperlonga è accaduto un fatto grave, non solo sotto il profilo umano, ma anche sotto il profilo giuridico e politico.
Se sotto il lato umano ciascuno è libero di esprimere come meglio crede i suoi sentimenti, così non è, per ovvie ragioni, per l’aspetto giuridico e politico.
Per quanto riguarda la responsabilità penale, c’è un indagine della procura in corso e saranno i giudici a valutare se e quali reati siano stati commessi, stabilendo quindi una pena. Per quanto riguarda il profilo politico, la valutazione spetta in prima luogo a coloro che ricoprono un ruolo politico, ma anche a tutti i cittadini che vivono, partecipano e si interessano alla propria comunità.
In questi giorni a Sperlonga si ha l’impressione che tali aspetti, volutamente o meno, vengano confusi, mischiati, unificati. Tutto questo porta a esprimere giudizi sommari e parziali, assolutori o di condanna, che hanno come unico obiettivo quello di creare confusione e dividere una comunità che, proprio in un momento così delicato, ha bisogno di essere unita e matura.
Ciò che non si comprende, o in alcuni casi non si vuole comprendere, è che l’arresto di Cusani è al centro di un acceso dibattito perché Cusani è il sindaco di Sperlonga e la politica non può non parlare di questo.
Abbiamo chiesto e chiediamo le dimissioni del sindaco e dei consiglieri perché, così facendo, la politica potrà occuparsi di altro, ovvero di come affrontare il futuro del nostro paese. Non è possibile assicurare il buon andamento dell’amministrazione in un paese che ha il sindaco in carcere, il vice sindaco indagato e due importanti funzionari comunali, tra l’altro responsabili di due uffici fondamentali come l’ufficio ambiente e l’ufficio tecnico, agli arresti.
Cusani si difenderà dalle accuse che gli vengono contestate, ma se lui e la sua maggioranza si ostinano ad andare avanti senza voler prendere atto della gravità dell’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto l’amministrazione comunale, dimostrano di non avere a cuore l’interesse generale di Sperlonga.
Se la politica vuole dare finalmente il buon esempio, è necessario che in questa vicenda si inizi a distinguere il lato umano, quello giuridico e quello politico.
Le dimissioni del sindaco e dell’intero consiglio comunale sono un passaggio necessario per consentire a Sperlonga e all’intera comunità di andare avanti“.