Conservazione e sviluppo, il percorso disegnato dal Mab per il Circeo

Conservazione e sviluppo, il percorso disegnato dal Mab per il Circeo
Un momento del convegno sul Mab

Un momento del convegno sul Mab

Esiste un riconoscimento che premia la qualità ambientale di un territorio ma che allo stesso tempo introduce un altro elemento essenziale e cioè lo sviluppo. Da un lato c’è la biosfera da un altro realtà come quelle rurali o zootecniche, tutela e sviluppo possono essere concetti compatibili. Di questo e non solo si è parlato nel corso del seminario tenutosi giovedì scorso 19 gennaio, presso l’auditorium del Centro Visitatori del Parco Nazionale del Circeo a Sabaudia dal titolo “Sviluppo rurale 2014/2020 e programma Man and biosphere Unesco”

STORIE DI TUTELA E SVILUPPO  – Dai parchi di tutta Italia sono state raccontate esperienze importanti rispetto gli obiettivi raggiunti con il riconoscimento Mab Unesco. Effettivamente molti degli antichi mestieri nascono in rapporto simbiotico con l’ambiente, partendo dalle realtà rurali. Alcuni paesi hanno resistito ai cambiamenti pagando però il prezzo dello spopolamento. Il Mab traccia un percorso da seguire che porta nuovamente nelle 

Paolo Cassola

Paolo Cassola

E IL PARCO DEL CIRCEO? – La storia di un territorio come quello che rientra nel Parco Nazionale del Circeo è per quanto riguarda alcuni comuni relativamente giovane, basti pensare a Sabaudia e Latina. Allo stesso tempo è un territorio meraviglioso quando variegato in cui tante realtà coesistono. Il lavoro non è semplice ma come evidenziato dal direttore Paolo Cassola alcuni obiettivi sono già stati raggiunti e per altri si sta lavorando. Come quello per la realizzazione, proprio attraverso lo strumento del Mab, di un bio distretto turistico. Un marchio del Parco per i prodotti tipici, interventi per incentivare il bio, nuovi percorsi turistici che includano la filiera dei prodotti locali e non in ultimo interventi mirati per trovare soluzioni condivise per problematiche annose. Come quella relativa la causa tra allevatori zootecnici e demanio per l’occupazione di parte delle zone umide con gli allevamenti di bufale, o i fin troppo diffusi impianti serricoli.

 

A PAGINA 2 ‘RISERVA DELLA BIOSFERA E FORESTA DEMANIALE’

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